IMPRESE ALLO SBARAGLIO A CAUSA DI UN GOVERNO INCAPACE

di Giorgia Scataggia

Uno scontro di fuoco ha avuto luogo nella serata del 14 Ottobre, in diretta su Radio Critical Break. La contrapposizione verbale ha visto come protagonisti l’imprenditore ed editore de LaCritica, Massimiliano Buonocore, il Dottor Filini, Responsabile del Centro Studi F.D.I. e l’Onorevole Sodano (M5S).
La discussione si è concentrata sulla tristemente nota norma Solve et Repete, egregiamente esposta dal nostro editore ed incredibilmente rinnegata dall’esponente del Movimento Cinque Stelle.

UNA NORMA ANTIDEMOCRATICA

“La norma Solve et Repete, introdotta nel 1800 dal Regime Monarchico e largamente utilizzata soprattutto negli ultimi trent’anni, è un precetto che consente allo Stato, anche basandosi sulla semplice presunzione di un debito che un cittadino avrebbe nei confronti di esso, di pignorare qualsiasi tipo di bene, senza che questo provvedimento passi per alcun grado di giudizio” ha spiegato Buonocore. “Mentre laddove c’è un contenzioso fra due comuni cittadini, questo deve passare per tutti i gradi di giudizio ed attraverso la sentenza di un giudice, lo Stato è libero di evitare questo tipo di percorso. Noi combattiamo questa battaglia ormai da molto tempo. È diventata una battaglia di civiltà ancor prima che economica. Riteniamo incivile che lo Stato si ponga in una simile posizione di superiorità nei confronti dei cittadini. Nessuno intende difendere ladri ed evasori, chiediamo semplicemente una situazione di parità, anche perché lo Stato ha tutti i mezzi per potersi difendere senza doversi preoccupare del costo degli avvocati, a differenza di una persona o di un’azienda”.

Dopo l’intervento di Buonocore, in studio l’atmosfera si è fatta tesa, in quanto l’On. Sodano ha totalmente rinnegato l’esistenza della norma in questione, cadendo dalle nuvole e parlando, addirittura, di balla atomica: “Siamo in uno Stato di Diritto e non esiste assolutamente alcuna legge che consenta allo Stato di comportarsi in questo modo, intervenendo in maniera arbitraria sui conti correnti e sugli immobili delle persone. Puntare il dito senza avere conoscenza del Codice Civile non ha senso. Ci sono sicuramente molte cose da migliorare, bisogna diminuire il carico fiscale nei confronti dei cittadini e ci stiamo lavorando con l’obbiettivo di una riforma fiscale totale, ma non esiste al mondo, e ci metto la firma, che lo Stato possa mettere le mani sui beni del cittadino senza passare per alcun grado di giudizio. Non può farlo da un giorno all’altro” ha affermato l’Onorevole, disconoscendo la stessa natura su cui si basava, precedentemente, Equitalia e su cui si basa oggi l’Agenzia delle Entrate.
Ad appoggiare Buonocore è intervenuto anche il dottor Filini: “Non posso non provare imbarazzo sentendo un componente del Parlamento italiano che non conosce la piaga della Solve et Repete. Non posso che confermare la realtà esposta dell’interlocutore precedente”.

UN FUTURO INCERTO PER LE IMPRESE, FRA DPCM INSENSATI E SBLOCCO DELLA RISCOSSIONE TRIBUTARIA

Ospite in trasmissione anche l’Onorevole Zennaro (Gruppo Misto): “Da Giovedì si stima che partiranno almeno 9 milioni di cartelle esattoriali, con una serie di conseguenti azioni quali pignoramenti su stipendi e conti correnti. Io ho presentato un’interrogazione alla Camera, inspiegabilmente bocciata, che richiedeva il rinvio dello sblocco della riscossione tributaria fino al cessare dell’emergenza sanitaria, in quanto ad essa corrisponde un’emergenza economica dovuta a tutte le restrizioni messe in atto per il controllo della pandemia”

“Il Premier Conte continua a sfornare D.P.C.M. insensati”, ha aggiunto Filini. “Qualcuno deve spiegarmi per quale motivo, ad esempio, un ristorante debba subire un coprifuoco, se rispetta quelle stesse norme di sicurezza imposte dallo Stato. Questo significa condannare tutte quelle aziende che, dopo il lockdown, si erano rimesse in moto anche investendo denaro, per adeguarsi alle nuove condizioni lavorative imposte dall’emergenza sanitaria. Tutte le aziende che lavorano nelle ore notturne dovranno chiudere i battenti e questo è intollerabile”.

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