Imparare a lasciar perdere

di Stefano Sannino

Quante volte nella vita ci siamo sentiti dire “lascia perdere”? Tante, forse alcuni di noi anche troppe volte.
Ma cosa significa davvero “lasciar perdere”?
Lasciar perdere significa rinunciare, smettere di inseguire qualcosa che si desidera: un lavoro, un successo, un amore, un traguardo personale. Ma lasciar perdere significa anche disinnescare: una lite, una cattiva giornata, una relazione malsana.


In questi due sensi il lasciar perdere può essere sia positivo che negativo e va saputo declinare in base alla situazione di cui siamo protagonisti.
Saper lasciar perdere è importante, anzi fondamentale, nelle giornate di cattivo umore, nei litigi e nelle relazioni tossiche. Sapere quando eliminare una persona nociva dalla nostra vita è importante almeno quanto inseguire la propria felicità.


Spesse volte, sopportiamo determinate relazioni per inerzia, per abitudine o perché le riteniamo utili. Spesso sopportiamo la violenza, verbale o fisica, perché abbiamo bisogno di pensare che qualcuno ci ami, che qualcuno desideri una relazione con noi. E allora “lasciamo perdere” gli insulti, le offese, le botte, il sarcasmo nocivo e non “lasciamo perdere” la relazione in sé, soffrendo. Ci troviamo allora chiusi in un circolo vizioso, in cui il nostro bisogno di sentire l’affetto di qualcuno è l’arma principale del nostro carceriere, che a sua volta approfitta della nostra debolezza.


“Basterebbe lasciar perdere” starà pensando qualcuno di voi, ma non è così. Quando si vive immersi in una situazione, non si ha mai chiara la prospettiva giusta, perché si vive di emozioni, di dolore e di gioia.
Lasciar perdere è difficilissimo: richiede coraggio, saggezza, umiltà, buona volontà ed anche un velato ma necessario amor proprio. Lasciar perdere è spesso l’arma più utile nella vita di ciascuno di noi, ma deve essere usata saggiamente.
È necessario lasciar perdere il dolore, la sofferenza, le relazioni che ci rendono tristi o ci fanno sentire insicuri; è necessario lasciar perdere le persone cattive, subdole, violente verbalmente o fisicamente. Quello che invece non è mai necessario lasciar perdere è la propria felicità, il proprio amor proprio, la propria dignità, ma soprattutto non bisogna mai lasciar perdere i propri sogni: per quelli vale sempre la pena combattere.

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