Il triste caso del liceo “Nanni Valentini” di Monza

Il Liceo Artistico “Nanni Valentini” di Monza è un’importante realtà scolastica nell’ambito delle arti (che senza dubbio contraddistinguono l’Italia nel mondo). Situato nel complesso degli edifici di Villa Reale, oggi vede svolgersi una pagina nera della sua storia. Nel 2011 parte degli edifici in uso alla scuola crollò per l’incuria e la mancanza di manutenzione. Da allora le attività svolte nei locali crollati sono state spostate in altri locali, a volte affittati da privati in sedi distaccate. Oggi i lavori di ristrutturazione non sono ancora iniziati. Sono state raccolte tra la popolazione ben quindicimila firme e il comune di Monza si è impegnato a sostenere la scuola nelle sue richieste. Ciò nonostante non si riesce ancora a vedere l’inizio dei lavori (quattro anni dopo il crollo!) a causa della regione che, proprietaria della metà del liceo, ha dichiarato l’intenzione di finanziare la ristrutturazione, ma non ha ancora, di fatto, messo mano alla questione.

È possibile che una scuola debba attendere quattro anni per una ristrutturazione? È questa la “buona scuola” di cui si parla in questo periodo? La regione Lombardia in particolare mi sembra concentrata e sollecita sul tema scuola solo quando si tratta di finanziare le scuole private, quasi tutte, guarda caso, cattoliche. Non bisognerebbe pensare prima a far funzionare le scuole pubbliche, che sono la vera garanzia di istruzione per il popolo italiano? Le scuole private hanno già le rette degli studenti. Quelle pubbliche non hanno nessuna entrata, se non i finanziamenti da parte delle istituzioni. E invece si danno soldi alle scuole private e si lasciano cadere a pezzi quelle pubbliche. Ci sono stati diversi casi di scuole che non avevano i soldi nemmeno per la carta igienica! I genitori hanno dovuto mandare i bambini a scuola muniti di rotolo. A Monza una parte del liceo crolla e la regione attende quattro anni prima di dare una risposta e quando questa arriva è solo una promessa senza conseguenze pratiche (almeno per ora).

È molto grave anche l’incuria che ha portato al crollo. Possibile che si debba sempre aspettare il disastro prima di muoversi? Se qualcuno fosse morto nel crollo? Del resto è già successo. Ricordiamo il caso di Rivoli (TO) del 2008 dove un diciassettenne, Vito Scafidi, studente del liceo scientifico “Darwin” perse la vita nel crollo del soffitto della sua classe. Ma le istituzioni italiane non imparano mai nulla e continuano con lo stesso andazzo irresponsabile e truffaldino. Siamo un paese immobile e decadente, dove la politica non ha più il senso del pubblico e del servizio al popolo. Vorrei davvero che i fondi per la scuola finissero nelle casse della scuola pubblica, per avere edifici sicuri e buoni mezzi e attrezzature didattiche per i ragazzi e non nelle mani di privati che già guadagnano dalla retta dei loro ricchi e privilegiati studenti! E pensare che perfino la Costituzione vieterebbe il finanziamento della scuola privata. Così infatti recita l’articolo 33:

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Ma evidentemente secondo i nostri politici basta spostare il finanziamento dal livello statale a quello regionale per eludere ipocritamente e svergognatamente la Costituzione.

Ora dunque staremo a vedere cosa sarà del liceo artistico “Nanni Valentini” di Monza. La regione restaurerà le aule o continuerà a nicchiare?

Enrico Proserpio

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