Il settimo Arcano Maggiore dei Tarocchi: il Carro

di Ahsife Oscura e Stefano Sannino

La settima carta dei tarocchi è rappresentata dal Carro, il supporto invisibile di ciò che è visibile. Su di esso comanda una figura trionfante che- dirigendo il suo carro – guarda avanti a sé senza perdersi tra le distrazioni di ideali sterili. Il Signore del Carro persegue, piuttosto, un ideale concreto all’insegna del perfezionamento morale che si applica allo spirito, all’anima ed al corpo. Egli concilia le opinioni opposte, induce gli avversari a comprendersi ponendo fine a discordie intellettuali e fa nascere, così, sentimenti di benevolenza. Egli veglia alla conservazione della civiltà.

Poiché il Signore del Carro tiene in grande considerazione le fluttuazioni del cuore umano, pratica un’arte di governo che gli assicura il diadema degli Iniziati, sovrastato da tre pentacoli d’oro. Queste stelle si rivolgono al centro ad indicare la strada illuminata e rischiarata dal Carro, mentre la stella di destra e di sinistra delimitano i confini della Via affinché possa comprendere appieno l’errore di vivere attraverso i limiti imposti.

La corazza di cui è vestito ci suggerisce la costrizione controllata degli istinti più bassi e bestiali, respingendo gli impulsi brutali e selvaggi; la padronanza iniziatica esige che tutto sia perfettamente domato da colui che viene investito dallo Scettro della Saggezza: tale insegna sta ad indicare l’Uomo che presiede alla schiusa delle virtù di cui gli individui contengono i germi.

Cosa serve allora al Signore del Carro affinché possa rimanere sulla retta Via? Una grande autodisciplina, forza di volontà ferrea nonché una presa di posizione ferma e determinata. Solo così giungerà alla vittoria ed alla conquista dei suoi tanto bramati obbiettivi. Il numero VII che determina questo Arcano Maggiore indica la conclusione di un ciclo e l’inizio di un altro mediante la perseveranza. Il conducente raffigurato nel Carro manifesta tutta la sicurezza di colui che ha combattuto e vinto superando ostacoli insormontabili.

È il tempo per agire con prontezza e decisione: è necessario muoversi attraverso la lotta e concentrare tutte le proprie energie per sferrare il colpo mortale sul nemico. Questa carta insegna a perseguire i propri obiettivi con determinazione e piena fiducia in se stessi.

Il Signore del Carro rappresenta anche il Maestro che dirige i lavori di squadra, il capo eletto che si dimostra perennemente interessato a mantenere l’armonia affinché non si perdano di vista i veri obbiettivi – offuscati da sciocche diatribe. Dallo scontro delle opinioni contrarie, difatti, egli è capace di trarre le conclusione che libera imparzialmente quella sfaccettatura di verità che tali opinioni contengono.

Dal punto di vista simbolico, il carro è una carta estremamente interessante. Nella sua raffigurazione classica, vediamo un uomo montare un carro trainato da due destrieri e alle cui spalle si staglia una città fortificata, rappresentata da alte torri di pietra. Non vi è dubbio che questa simbologia rimandi alle parate militari tipiche dell’Antica Roma, quando i condottieri solevano sfilare per le vie della città su una biga, seguiti da un corteo di ricchezze e di militari. La particolarità di questa carta però è proprio la posizione del carro stesso: esso non sta sfilando per le vie della città, rimandando ad una vittoria di 3militare, quanto piuttosto si sta lasciando la città alle spalle: simboleggiando quindi il superamento di un ostacolo, di una difficoltà, delle difese interiori ed esteriori che ognuno di noi si trova a fronteggiare quotidianamente.

Altra importante simbologia contenuta in questo arcano è quella rappresentata dal numero 2, indicata dai cavalli che trainano il carro della vittoria. Se in alcune rappresentazioni i cavalli sono identici, indicando quindi una scelta da compiere per giungere al cambiamento ad al superamento dell’ostacolo, in altre rappresentazioni i cavalli sono di colore diverso ed opposto: un evidente rimando al mito dell’auriga platonico, in cui un auriga si trovava a guidare una biga con due cavalli, l’uno nero l’altro bianco, i quali rispettivamente indicavano la parte concupiscibile e razionale dell’anima. L’auriga, doveva riuscire a mantenere in equilibrio questi due cavalli, onde conoscere il mondo delle idee.

Questa simbologia potrebbe dunque celare l’esigenza di un equilibrio, la ricerca di una stabilità, il miglioramento della propria interiorità, al fine di superare quelle difficoltà rappresentate dalle torri sullo sfondo.

Il Carro è dunque una carta dalla simbologia sicuramente positiva, ricca di spunti e di consigli, per giungere – trionfanti – al proprio obiettivo.

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