IL SERMONE DI RAMPAZZO. Quindici minuti dispersi nei pensieri del proprio cuore.

Non siamo più in grado di passare quindici minuti con i nostri pensieri. Questo il risultato di una ricerca pubblicata su Science. Lo studio è davvero interessante, ma mai quanto l’articolo che il Fuffynghton Post è riuscito a ricamarci su. Per tutti quelli che con i propri pensieri stanno benissimo, ma con quelli dell’Annunziata ci passano brutti quarti d’ora vado a riassumere: da qualche giorno, non so e non voglio scoprire quanti, è in corso una grande campagna per focalizzare la popolazione Italica sul “Now” l'”Ora”. Nell’ambito di questa grande crociata metafisica si inserisce questo articolo, che ovviamente spiega come l’occidente non abbia capito nulla del mondo. Di come siamo meschini, di come preferiamo farci fare un elettrochoc piuttosto che stare da soli con noi stessi. Buuuu occidentali cattivi, tutti in posizione del Loto e fatevi rieducare.

Tutto chiaro no? Se dobbiamo stare più di quindici minuti soli con noi stessi scleriamo. E pure male. Dice la ricerca, eh. Ma se volete ve lo dico anche io, noi Occidentali siamo dinamici e reggiamo male la solitudine. Se avessimo retto bene una immota solitudine voi ora non mi stareste leggendo. Internet, infatti, serve esattamente come antidoto. E noi occidentali, con buona pace dei monaci buddhisti, soffriamo. Sì, mentalmente soffriamo. Siamo spinti, dominati ed in ultima analisi formato da un dolore a cui non ci rassegniamo ed a cui fuggiamo. Loro no, loro non si rassegnano, ma non fuggono. Lo affrontano. Come? Rifiutando la vita. Perchè la vita è dolore ed illusione, ma loro sono più furbi. Quindi meditano, non soffrono la solitudine ed, in ultima analisi, non cedono di fonte alla pressione.

Sì. Sì, ma. Sì, ma non è che poco poco la loro sia una resa? Soprattutto, non è che poco poco l’Annunziata o chi per essa sta dimenticando una piccola, ma significativa, parte del discorso? Dov’è Dio in quell’articolo? Perchè c’è la categoria Occidente, ma non la categoria Fede? Perchè non si dice quanti tra quelli che preferivano l’elettrochoc si dicevano credenti? Perchè non si dice che quel fardello di problemi per qualcuno può essere affidato ad un Essere superiore? Perchè quando si parla di Ovest il misticismo sparisce sempre misteriosamente?

Diciamo allora con fermezza e serenità: il Now del Fuffynghton è un inno alla morte. Alla morte cercata, concupita e praticata ogni giorno. “Liberarsi dai problemi” “Restarmi fermi nell’oggi” “Concentrarsi su noi stessi” sono tutti modi di morire un po’ alla volta. E’ il Cristianesimo che ci invita ad uscire, vivere, amare e soffrire. E’ il Cristianesimo che ci chiama ad una vita, anche difficile, ma pur sempre eternamente viva. Che non ci lascia soli nei nostri pensieri, perchè Lui è là, inamovibile nella Sua eterna pazienza.

Il solito guru con cui si chiudono gli articoli del genere si dice preoccupato dal dolore mentale occidentale. Il giornale gli fa eco invitando la gente ad addentrarsi sempre più a fondo nei problemi del proprio cuore.

io, più modestamente, mi associo alle bellissime parole del Maginifcat:

“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.”

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