IL POLITICAMENTE CORRETTO? È UN MALE PER TUTTI

di Stefano Bini

Mettiamo per un attimo da parte il mondo della televisione e le mie esperienze personali, e discutiamo un po’ di politicamente corretto e mainstream.

Non vi sembra che più che pseudo fascismo, conservatorismo, e blablabla vari, stiamo assistendo ad un vergognoso politically correct che sta rovinando la società, la morale comune, l’economia e pure la televisione? Questo insano buonismo ha portato spesso a non guardare in faccia una realtà oggettiva e a viaggiare in chissà quale sbagliata dimensione politica.

La premessa, a tutto questo pensiero, è che chi vi scrive è un moderato, cristiano e cattolico, mai tacciato di fascismo, razzismo e varie cazzate tanto di moda negli ultimi anni. Non si può aprire i porti a tutti i migranti poiché sarebbe una totale ingiustizia contro il Paese, l’Italia è conformata da millenni in questo stato e, per diavolo, siamo in una Comunità Europea; oppure lo siamo solo quando fa comodo a terzi? Non si può più scherzare (non denigrare) sugli omosessuali, se no sei omofobo a prescindere. Però si può togliere i bambini alle famiglie per futili motivi e non avere indignazione da certe correnti della sinistra e dai comitati LGBT (o come caspita si scrive). Dall’altra parte, se dici che il matrimonio negli anni 2000 è sacro ma un po’ sorpassato, sei additato come anticonformista radicale. Se ti appelli al fatto che le case è giusto darle prima agli italiani e che nelle piazze non ci devono essere immigrati che dormo, cagano e pisciano davanti alle famiglie, sei da rinchiudere in carcere per apologia al fascismo e per chissà quali insensati reati. Se dici che un vucumprà è un disturbo per i turisti, dalla città alla spiaggia, sei razzista; non giusto, razzista. Ma ci rendiamo conto? Credo di no. O ancora, se provi a dire che il sud è meno produttivo del nord, che c’è più corruzione al meridione o meno propensione al lavoro, ovvero dati del tutto comprovati, l’accusa è di dividere il Paese.

Approfittando del mio ruolo professionale, un plauso va a Platinette e a Cristiano Malgioglio che, pur omosessuali, difendono la famiglia tradizionale e al contempo battagliano per i loro diritti. Questa è giustizia, correttezza e intelligenza.

In questo perenne buonismo, c’è un forte pensiero comune che vuole un peace&love quotidiano che non fa solo male, ma fa giustamente irritare chi non la pensa in quel modo, scatenando un odio social (più che sociale) pesante e incontrollabile. Da moderato e tollerante di altre etnie, religioni, pensieri, e ogni qualsivoglia differenza, scrivo che questo politically correct ha stancato, è orribile, contro l’Italia, contro le famiglie, ma soprattutto c’è da sperare che non intacchi le generazioni future.

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