IL MOVIMENTO 5 STELLE È FINITO. UMBRIA DOCET

di Endimion

Quello che è successo ieri in Umbria ha dell’incredibile, sotto molti punti di vista. Il primo è la vittoria della candidata del centrodestra Donatella Tesei che, con il 55,57% dei consensi, stacca di 20 punti il candidato Pd-M5S Vincenzo Bianconi, a quota 37,48%; da sottolineare che la Tesei, fino a qualche anno fa, militava in Forza Italia, mentre si è presentata alle elezioni in quota Lega.

Il dato stupefacente proviene proprio dalla Lega, che si afferma come primo partito della coalizione con un dato monstre del 36,95%, seguito da un Fratelli d’Italia in grande spolvero con il 10,40% e una Forza Italia leggermente in calo al 5,5%. Il partito di Salvini mostra la sua leadership incontrastata, con percentuali bulgare e una forza politica che non si vedeva da tempo; c’è voglia di votare e lo dimostra il +9% in confronto alle precedenti elezioni regionali. Giorgia Meloni vede per la prima volta un risultato a doppia cifra che, nel suo contesto, non si vedeva dai tempi di Alleanza Nazionale. Continua il trend non positivo di Forza Italia, che indiscutibilmente paga per i conflitti interni e per un clima più populista che moderato; Silvio Berlusconi sta lavorando proprio per ricomporre le fila in vista delle prossime tornate elettorali, per tornare almeno davanti alla Meloni.

Dall’altra parte, l’esperimento di unire due realtà di sinistra diversissime tra loro come Pd e Movimento 5 Stelle, è stato fallimentare, penoso, distruttivo, soprattutto per il partito guidato da Luigi di Maio, che è sceso al 7,41%; Zingaretti tiene con il 22,33%, in nettissimo calo in confronto a tutte le precedenti tornate elettorali.

Il Movimento 5 Stelle ha pagato lo scotto di essere stato incoerente con i suoi principi e traditore nei confronti del proprio elettorato. Non si può gridare contro Renzi, Zingaretti, Bibbiano, Boschi, ecc, e poi allearsi con il partito più odiato del movimento; l’attaccamento al potere, alle poltrone, ai privilegi, hanno reso il partito ideato da Beppe Grillo un brutto esempio di politica, una discarica di scelte sbagliate, la disonestà pura, il tutto concentrato in una massa d’ignoranti senza dichiarazione dei redditi, che non aspettava altro che prendere 15mila euro al mese e iniziare a farsi gli affari propri.

Beppe Grillo si è dismostrato un urlatore che spara cazzate a casaccio, Luigi di Maio ha la verve di un pesce lesso, Giuseppe Conte ha perso ogni autorità, Rocco Casalino da ex berlusconiano e affiliato alla lobby gay avrà sempre il sedere parato, di Paola Taverna non si hanno più notizie, idem del comunista sbarbatello di Roma nord. Oramai la credibilità del movimento è sotto zero e, visto che ci saranno presto elezioni al centro e nord Italia, dove i grillini non hanno mai brillato, si prevede il definitivo funerale di questa realtà che è durata sin troppo, non ha mai fatto paura a nessuno, si è dimostrata incapace politicamente e ignorante umanamente.

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