Il decreto legge si è perso per strada. Conte esce a cercarlo.

Caos sul Dl fiscale, Di Maio: “Non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”. La replica del Quirinale: “Testo mai arrivato.”

– Simone Tavola, 18/10/2018, La Critica.

Non è una fake news. Ieri sera a “Porta a Porta” su Rai 1, il vicepremier Luigi Di Maio, alla domanda del conduttore Bruno Vespa su dove fosse finito il Decreto legge, rispose che probabilmente “si è perso per strada”.

Tutto ebbe inizio quando i Cinquestelle si accorsero che nel Dl fiscale erano state inserite misure a favore dello scudo fiscale e della non punibilità di alcuni evasori.

Ecco cosa cita il testo. Nell’ultima bozza del decreto fiscale, successiva all’approvazione del testo da parte del Consiglio dei ministri, la soglia di 100mila euro all’anno – si legge nel testo – è relativa alla “singola imposta”. E riguarda anche l’Iva. Per il momento l’articolo 9, oggetto dell’invettiva M5S, esclude la punibilità per “dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento di Iva: i tre reati non sono punibili, fino al 30 settembre 2019, anche nel caso di riciclaggio o impiego di proventi illeciti. Resta da decidere se escludere la punibilità della dichiarazione fraudolenta.

La questione sorprendente non è il dibattito sul merito del Decreto, ma il metodo utilizzato. Possibile che un vicepremier non sappia il contenuto di un decreto – importantissimo come quello fiscale – scritto dal suo governo?

Il capo dei pentastellati risponde che una manina politica o tecnica ha manomesso il testo. Dunque, i responsabili sono due: o l’alleato leghista o i tecnici del Mef. O forse il Decreto l’avrà rubato Soros… è sempre il solito atteggiamento “complottista” tipico dei ministri gialli. i

Poche ore dopo, a seguito del pressing della stampa, il Quirinale precisa che “il testo non è mai arrivato al Quirinale”. Dove è finito, non è dato saperlo.

Alla fine della pazzesca storiella, il ministro Di Maio afferma che il decreto probabilmente si è perso per strada e il premier Giuseppe Conte dice di averlo fermato per analizzarne le criticità. Probabilmente girerà di nascosto per le vie di Roma a cercare il Decreto.

 

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