IL CULTO DEL BELLO.

Nella nostra epoca ogni giorno, continuamente, senza interruzione alcuna, veniamo tartassati attraverso gli strumenti di divulgazione di massa di una singola idea, ovverochè non andremo da nessuna parte se non siamo e belli e ricchi.

Il risultato di una simile divulgazione è che le nuove generazioni crescono e maturano all’interno di un complesso ideale fondato sull’apparenza e non sull’essenza, sull’avere e non sull’essere. In effetti, questi sono argomenti ripetutamente esauriti nel corso della speculazione filosofica dell’ultimo secolo; ma che continuano a meritare un’attenzione particolare in quanto, ancora, non pienamente compresi.

Quando si sente dire che una società fondata sull’apparenza sia esclusiva, negativa e distruttiva bisogna prestare attenzione a non cadere nell’errore di valutare negativamente tale modus vivendi.

Perchè?

Molto semplicemente perché essere e avere sono due facce della stessa medaglia, due modi di stare al mondo dell’essere umano in quanto tale. Apparenza ed Essenza altresì sono correlate tra di loro, all’interno di quella straordinaria creatura che è l’Uomo. Ed allora, perché il senso comune tende a demonizzare questo modo di vivere fondato sulla leggerezza e l’apparenza?

Semplicemente perché oggigiorno si demonizza ciò che non è della massa, ciò che non è per tutti. Ed ecco allora che e i belli, e i ricchi, e i nobili vengono rappresentati sotto spoglie di Dèmoni insaziabili e distruttivi per la comunità.

Pare proprio che, dunque, ciò che nei primi anni del secolo scorso veniva decantato come positivo poiché di pochi, oggi venga decantato come negativo per lo stesso identico motivo. Ciò che è aristocratico, elitario ed esclusivo non lede in alcun modo la libertà delle masse, dei pochi e dei singoli.

Per poter comprendere ciò, seguiamo un breve ragionamento di tipo deduttivo.

Le premesse di tale ragionamento, sono esattamente i due modus vivendi, di cui poco sopra. Dunque, possiamo facilmente identificare due tipologie di individui: coloro che decidono di vivere nell’apparenza e coloro che invece decidono di vivere nell’essenza. Quanti di voi hanno gonfiato il proprio petto, inorgogliendosi ed identificandosi nella seconda categoria di persone?

Probabilmente la maggioranza, ma tutti voi mentite. Mentite a voi stessi e mentite agli altri. Mentite perché quando voi comprate una bottiglia di vino da portare ad una cena, comprate la più costosa. Quando dovete comprarvi un abito per un matrimonio, spendete migliaia di euro per avere il migliore. Quando infine sognate un’auto, vedete una Lamborghini e non una panda.

Bene, tutto questo per fare capire a chiunque stia leggendo questo articolo che in realtà siamo tutti fatti di apparenza. Tutti affondiamo le nostre radici in un contesto socio-culturale che semplicemente ci inculca che è l’apparenza che ci interessa.

Poco importa se non rientrate nella casistica di persone degli esempi che ho portato sopra, perché fintantoché ci vestiremo, mangeremo, berremo e faremo tutte quelle cose che ci danno piacere; saremo solo esseri viventi che basano la loro essenza sull’apparenza. Noi appariamo in ogni istante della nostra vita. Sia che possediamo due miliardi di euro, sia che non possediamo nient’altro che ciò che indossiamo ora.

E allora non sarà che i Demoni che tanto condanniamo come vili servitori di un consumismo sfrenato, non siano in realtà molto più simili a noi di quanto possiamo pensare?

L’ardua sentenza, cari lettori, la lascio a voi.

In collaborazione con Stefano Sannino, stilista & autore.

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.