I fascisti abusivi e l’accondiscendenza delle istituzioni

L’Italia sembra essere sempre più nera (in senso politico e non etnico) e fascista. In questi giorni l’associazione di estrema destra Casa Pound ha organizzato diverse manifestazioni e festeggiamenti. Tra i luoghi scelti c’è il comune di Castano Primo, dove i “fascisti del terzo millennio”, così si definiscono i militanti di Casa Pound, stanno occupando abusivamente una tensostruttura. La richiesta di uso della struttura era infatti stata fatta da un’associazione sportiva, dal fascistissimo nome di “La focosa”, senza precisare che all’interno delle attività ci sarebbero stati momenti di discussione politica legati al movimento. Insomma, Casa Pound, forse per evitare attacchi e polemiche, ha chiesto l’uso della struttura in modo fraudolento e scorretto. Per questo l’amministrazione, appena ha compreso che non si trattava di un evento sportivo, ma politico, ha revocato il permesso concesso. E questo non per ragioni politiche, ma regolamentari. Vero è, infatti, che in Italia c’è libertà di espressione (anche se la legge non permetterebbe di creare movimenti fascisti, ma su questo poniamo uno sconsolato transeat), ma è vero anche che ciò deve accadere secondo le regole previste dalle istituzioni. Se le regole vengono violate, è giusto che se ne paghino le conseguenze. Ma, si sa, fascismo, strafottenza e prepotenza vanno di pari passo. E così, invece di fare ammenda e imparare a comportarsi meglio, questi “signori” hanno occupato la struttura e pare non intendano andarsene. Del resto sul loro sito si legge:

Si apre oggi, presso la Tensostruttura di Castano Primo, la festa nazionale di CasaPound Italia, Direzione Rivoluzione 2015. L’associazione sportiva La Focosa, che avrebbe dovuto ospitare l’evento all’interno delle proprie attività, invece ha deciso di annullare qualsiasi iniziativa in segno di protesta dopo gli ostacoli posti dall’amministrazione comunale, verso la quale si riserva azioni legali. Alle 18 il primo appuntamento in programma: “Italia, Europa, quale sovranità?”, con il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano e il senatore della Lega Nord Raffaele Volpi. L’incontro sarà moderato dal giornalista di Libero Francesco Borgonovo. Seguiranno uno spettacolo di burlesque, un concerto di musica acustica e un dj set.

Insomma, pare non abbiano la benché minima intenzione di andarsene. Ora l’amministrazione comunale ha passato la palla alla prefettura che vedrà il da farsi. Pare però che tutto prosegua con lentezza, con riunioni, dibattiti, discussioni… Sembra quasi che si stia prendendo tempo per far concludere l’evento e non dover intervenire. Comportamento ben diverso da quello avuto in altre occasioni (vedi scuola Diaz). Il problema è che Casa Pound gode di parecchie simpatie tra chi è al potere. Basta dare un’occhiata ai nomi di chi parteciperà alla manifestazione: senatori leghisti, giornalisti di testate nazionali come Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, personaggi che si definiscono “moderati” e perfino “liberali”, ma frequentano poi i picchiatori fascisti (Casa Pound non è nuova ad atti di violenza, si ricordi la vicenda di Filippo Rossi, direttore de “Il futurista”).

Se poi guardiamo oltre la manifestazione in oggetto, possiamo vedere come a Roma sia stata regalata a Casa Pound una sede di pregio. Il movimento aveva occupato uno stabile in disuso in via Napoleone III. Invece di cacciarli (anche lì erano abusivi) l’allora sindaco Alemanno (anche lui un “moderato”) acquistò l’edificio per la modica cifra di undici milioni e ottocentomila euro e lo concesse in uso gratuito a un movimento che, come si diceva, secondo la legge italiana non potrebbe nemmeno esistere. E io che pensavo che i sindaci dovessero rispettare e far rispettare la legge! Che ingenuo!

Evidentemente la scritta “La legge è uguale per tutti” che campeggia nei nostri tribunali è ormai solo un pro-forma, una cosa che non ha più senso reale. Lo dimostra la prudenza della prefettura nei confronti di Casa Pound nel caso di Castano Primo, e lo dimostra ancor di più il fatto che il movimento abbia potuto tranquillamente occupare un edificio pubblico in centro Roma per dieci anni per poi vederselo addirittura regalare dall’amministrazione! Non tutti gli abusivi sono uguali, a quanto pare. Ci sono abusivi antipatici, come i poveracci che occupano degli spazi per sopravvivere, per i quali si invocano ruspe e demolizioni, e abusivi simpatici a cui gli stessi amanti delle ruspe fanno visita durante le manifestazioni. E intanto l’Italia scivola sempre più verso un nuovo fascismo, con il beneplacito di politici e cittadini che un po’ per complicità e un po’ per ingenuità lasciano che il tutto accada. Spero sinceramente di sbagliarmi, spero che la storia dei prossimi anni mi smentisca nel modo più assoluto, ma riguardo l’immediato futuro del nostro Paese non sono per nulla ottimista. La crisi economica, la corruzione della politica, la paura degli immigrati e l’incapacità delle istituzioni di far fronte alle varie situazioni stanno facendo montare una rabbia che potrebbe sfociare in una nuova dittatura fascista. Anche perché l’Italia non ha imparato la lezione del ventennio, ma ha passato il tempo a nasconderne i misfatti e a giustificare le azioni del regime, diffondendo anche false notizie (come il fatto che Mussolini avrebbe introdotto la pensione, che, invece, fu introdotta nel 1898) pur di dimostrarne la bontà. Forse sarebbe il caso di riflettere su che futuro vogliamo e di prenderci la responsabilità di costruirlo. Perché l’indifferenza è colpevole quanto la cattiva azione.

Enrico Proserpio

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