I 5 STELLE? AVEVA RAGIONE SILVIO: MEGLIO PULISCANO CESSI

di Endimion

Il buon Giuseppe Conte cerca di salvare il salvabile, ma purtroppo per lui il popolo italiano non è più ignorante come un tempo; forse a tratti pecorone, ma non più ignorante.

Tra i pentastellati si salva Vincenzo Spadafora, il quale ha esperienza, è stimato da destra e sinistra, di basso profilo e con una cultura immensa, tutto il resto è zero. Luigi di Maio, ministro degli esteri (degli esteri!), viaggia con una valanga di persone tra interpreti, diplomatici, aiuti, zerbini, lecchini e poco istruiti come lui; il ministro dell’istruzioni Lorenzo Fioramonti fa più gaffe che cose concrete, Rocco Canalino è agganciato da destra a sinistra e avrà sempre il sederino parato, mentre gli altri ministri, sottosegretari e aiuti vari non sono pervenuti, per ovvi motivi di competenza. Non dimentichiamoci di Beppe Grillo e Davide Casaleggio che, rendendosi conto della fine del loro partito e dell’ignoranza che regna dilagante nel movimento, sono da giorni nascosti in qualche villa al riparo da critiche.

Il mal di pancia nel paese è ancora forte, ma il popolo italiano ha ben chiaro quale sia l’alternativa vincente, e le ultime elezioni hanno dato il centrodestra in grandissimo spolvero. Ormai, i voti del M5S provengono solo dai fedelissimi e dai fannulloni che hanno percepito il reddito di cittadinanza, ma che lavorano in nero.

Onestà, vento di cambiamento, ricambio, Berlusconi alla gogna e abbattimento della povertà sono slogan nati vecchi e che ora per il movimento sono diventati un boomerang; tanti di loro non sanno cosa vuol dire fare un 730, la storia repubblicana, la formazione del parlamento, parlare con imprenditori e dialogare con l’Europa. Queste persone sono miracolate o elette tramite una dubbia piattaforma web, con una manciata di voti da verificare se falsati o no.

Alla maggior parte di loro, non avendo mai lavorato davvero, farebbe bene un po’ di gavetta e schiena bassa a raccogliere spinaci, strofinare vetri, leggere libri e, perché no, pulire cessi (pubblici o privati).

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