¡Hasta siempre, Bettino!

di Roberto Donghi

La morte di Craxi equivale alla morte di un sogno, un po’ come la fine di Bonaparte che vide spegnersi un’idea di Europa, la fine di Bettino ha visto spegnersi l’Italia.

Tra la caciara e la gogna generale, certi magistrati con l’ausilio dei media televisivi e non, hanno consegnato una grande nazione agli scarti della Prima Repubblica e successivamente agli scarti degli scarti, ovvero i Salvini, i di Maio, i di Battista odierni.

Gente che Bettino ce lo fa rimpiangere, facendolo oggi più che mai giganteggiare su tutto e tutti. Perché Craxi era qualcosa di più di un politico. Non era un Andreotti, innamorato del potere, Craxi era un sognatore, un uomo ed un politico con una visione, con la voglia di schierarsi e decidere sempre e comunque.

La storia la conosciamo bene, molti l’hanno persino vissuta direttamente ed indirettamente ed è quindi inutile descrivere con fiumi di parole ciò che tutti sappiamo.

Viene quindi a molti da immaginare, vista la nostra situazione politica, come oggi Bettino si sarebbe comportato, oggi che il Mediterraneo è tornato ad essere il centro del mondo, oggi che l’Italia annaspa terribilmente di fronte alla crisi libica.

Cosa avrebbe fatto lui, che del nordafrica ne aveva compreso appieno e per primo il potenziale? “Con i se e con i ma la storia non si fa” e dunque, per quanto sia bello, evitiamo di ipotizzare e concentriamoci invece sul portare avanti un sogno, una visione, che hanno radici profonde e che da Garibaldi giungono a noi passando proprio per Craxi.

Un erosocialismo riformista è ancora possibile, un Mediterraneo stabile con un’Italia garante, forte, è ancora possibile nonostante di Maio Ministro degli Esteri. Una riforma dello Stato è ancora possibile, così come una sua modernizzazione. In un periodo storico nel quale l’opposizione parla di “gattini con Salvini”, la maggioranza è sinonimo di inettitudine governativa e nel quale regna il totale disinteresse e scoramento, i veri italiani devono guardare a Craxi, raccoglierne l’eredità e farsi promotori di una rinascita italiana. Dopo venti anni,il sogno non è morto.

¡Hasta siempre, Bettino!

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Un pensiero riguardo “¡Hasta siempre, Bettino!

  • 23 Gennaio 2020 in 10:58
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    Ho letto questo articolo e lo considero superlativo il cui contenuto rispecchia il profilo dello Statista, dell’innovatore e del ” sognatore “. È stato un Ghino di Tacco – come era solito firmarsi – contro i mestatori e oppositori all’altezza dei tempi. Ha fatto di tutto perché la sua immagine fosse quella del colpevole e c’era bisogno di un capro espiatorio.

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