GUERRA AL TERRORE: le verità di cui nessuno parla

Mentre l’ipocrisia del mondo occidentale manifesta contro il diritto di esistere di Israele schierandosi apertamente con Hamas, mentre la servile stampa occidentale sinistroide e cattolica accusa Israele di genocidio, di violazione di diritti umani, di accanirsi contro i poveri civili di Gaza, ecco che proprio da Gaza iniziano ad affiorare quelle verità scomode che tutti tendono a nascondere.

Il 29 luglio, inizia Gabriele Barbati, giornalista di TgCom 24 che, appena uscito dalla Striscia di Gaza, e quindi fuori dal controllo di Hamas, pubblica su un social network:” …La strage di bambini ieri a Shati non è colpa di Israele. Comunicato IDF vero. E’ stato Hamas”. Subito dopo segue quest’altro comunicato:”…dopo la morte dei bimbi sulla giostra a Gaza, sono arrivati tipi di Hamas o altra fazione a ripulire detriti razzo impazzito”.

Ecco la verità sulla strage di Shati, costata la vita a nove bambini palestinesi. Tre giorni dopo, invece, il 31 luglio, durante una perlustrazione nel territorio della Striscia di Gaza, una pattuglia dell’esercito israeliano ha trovato, nei pressi di un “imminente” obiettivo militare un uomo disabile incatenato. Subito liberato e soccorso, l’uomo ha raccontato di essere stato incatenato in quel posto da uomini di Hamas.

L’Intento dei terroristi, a questo punto è chiaro: uccidere quanti più civili palestinesi possibile incolpando Israele. E’ vero che il missile che avrebbe ucciso quell’uomo incatenato sarebbe stato sparato da un aereo o da un elicottero israeliano, ma chi lo ha incatenato in quel luogo è il vero assassino, ossia Hamas.

Ma la cecità e l’ipocrisia del mondo occidentale queste cose non le vede, non le legge, al contrario, le ignora volutamente, pare quasi che leggendo la verità venissero meno quelle “verità”, quelle “certezze”, quei “punti fermi”. Mi meraviglio di questa civiltà occidentale che si ritiene libera, democratica, avanzata. La libertà, la democrazia, il progresso scientifico e tecnologico nessuno l’ha regalata all’occidente, queste conquiste sono state fatte col sangue, con il coraggio di pensare, con lo spirito critico e molte volte anche col fuoco (ed in quest’ultimo caso la Chiesa Cattolica ha una grande esperienza).

Venerdì, per l’ennesima volta, è andato in scena il “cessate il fuoco”, questa volta richiesto da Hamas e poche ore dopo violato da loro stessi con continui lanci di missili e con il rapimento di un soldato israeliano dopo averne ucciso altri due con un’azione suicida.  Il Ministro degli Esteri Mogherini nei giorni scorsi ha invitato le parti in guerra a dialogare, permettendosi di mettere sullo stesso piano il Governo italiano, quello israeliano e l’Autorità palestinese.

Mi permetto di ricordare al ministro che Hamas, un gruppo terroristico di matrice fondamentalista islamica, è parte integrante ormai del governo palestinese, quindi perché mai Israele dovrebbe trattare con un’organizzazione terrorista che nell’articolo 7, ultimo comma, del suo statuto cita:” Benché gli anelli siano distanti l’uno dall’altro, e molti ostacoli siano stati posti di fronte ai combattenti da coloro che si muovono agli ordini del sionismo così da rendere talora impossibile il perseguimento del jihad, il Movimento di Resistenza Islamico ha sempre cercato di corrispondere alle promesse di Allah, senza chiedersi quanto tempo ci sarebbe voluto. Il Profeta – le preghiere e la pace di Allah siano con Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei”.

Ora mi chiedo come può la Mogherini chiedere ad Israele di trattare con dei terroristi fanatici che mirano solo ed esclusivamente alla sua distruzione? Ma soprattutto crede che Israele sia l’Italia che col terrorismo islamico ha sempre trattato fin al punto da non condannarlo apertamente per la strage di Bologna? E come può la Mogherini fare tali richieste al Governo d’Israele che è un esecutivo eletto dal popolo, che difende il suo popolo ed i suoi soldati quando lei rappresenta un governo non eletto dal popolo, che non difende gli interessi dei suoi connazionali e che abbandona i suoi soldati?

Parallelamente, la seconda città della Libia, Bengasi, dopo due mesi di aspri combattimenti è caduta in mano ai jihadisti che hanno proclamato la città parte integrante del califfato ed ora mirano a conquistare Tripoli. L’unico balurado di laicità, il generale Khalifa Haftar, che nei mesi scorsi pareva fosse in grado di annientare le milizie fondamentaliste islamiche legate ai Fratelli Musulmani, ha dovuto arrendersi e riparare in Egitto. Secondo le sue dichiarazioni i jihadisti erano meglio armati ed equipaggiati.

Ovvio comprendere che il generale Haftar sia stato avversato dall’Europa e dagli Stati Uniti con la complicità e la mediazione italiana che, come sta dimostrando, è l’unica nazione che ha mantenuto la rappresentanza diplomatica a Tripoli per avviare trattative coi nuovi conquistatori. Ora dobbiamo comprendere che il califfato non è più a qualche migliaio di chilometri da casa nostra bensì è sotto casa nostra, ha poche decine di chilometri da Lampedusa.

Caro governicchio italiota catto-comunista, il semplice fatto di avere un emissario dei Fratelli Musulmani tra i tuoi parlamentari non ti aiuterà di certo a renderti immune dall’imminente crollo, perché ormai è chiaro: dopo il Medio Oriente (e la guerra tra Israele e Hamas è un tassello di quel grande progetto del califfato islamico) i Fratelli Musulmani (veri padri di Al-Qaeda e di tutte le organizzazioni terroristiche di matrice islamica) mireranno a conquistare tutta l’Africa sahariana e sub-sahariana per poi rivolgere le loro attenzioni all’Europa, Roma in primis, e i catto-comunisti non sanno che all’articolo 25 dello statuto di Hamas, ma dettato dai Fratelli Musulmani è scritto:” Hamas rispetta i movimenti nazionalisti, comprende le condizioni in cui si trovano e i fattori che li influenzano e li circondano. Li sostiene, nella misura in cui essi non si alleano con l’Est comunista o con l’Ovest crociato”.

Chiaro? Non illudetevi quindi, infedeli siete e come tali verrete trattati. A tal proposito, soprattutto i cattolici, possono, per una volta avere un minimo di spirito critico e, anche se il Pontefice per puro opportunismo non lo denuncia, fare una piccola ricerca sui loro “fratelli” di Mosul e su quello che è avvenuto nella Libia del dopo Gheddafi.

Gian Giacomo William Faillace

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