Gucci aderisce a The Lion’s Share

di Stefano Sannino

The Lion’s Share Fund è nato nel 2018 come raccolta fondi per la salvaguardia degli animali selvatici. Questo progetto, pare essere stato accolto di buon grado da numerose case di moda sulle quali spicca l’italianissima Gucci che ha appena annunciato la sua adesione al programma.

È curioso notare come gli animali vengano spesso utilizzati negli spot pubblicitari dei grandi marchi e come altrettanto spesso però non gli vengano destinate le attenzioni e le cure di cui necessitano. Proprio per questo motivo nasce questa splendida iniziativa benefica che conta di raccogliere 100 milioni di dollari, utilizzando anche lo 0,5% degli investimenti pubblicitari delle case di moda che utilizzano un animale nei loro spot.

Questo è sicuramente un importante tassello che viene aggiunto ad altri numerosi impegni ambientalisti e affini di diverse maison di moda, che si stanno dimostrando sempre più ricettive verso le problematiche ambientali che ci circondano.
In fondo, la moda ha un impatto enorme sull’ambiente e la sovrapproduzione di capi invenduti e gettati dai marchi di fast-fashion è una delle principali cause di inquinamento.

L’associazione tra i grandi marchi e questo genere di iniziative speciali è importante non solo per diminuire l’impatto ambientale di questi, ma anche per favorire un rinnovamento dell’immagine degli stessi, che viene quindi percepita dall’acquirente come più “green” e quindi come più affidabile, invogliandoli ad acquistare i capi.

Il CEO di Gucci ha dichiarato, in merito all’adesione del brand a The Lion’s Share Fund: “The Lion’s Share Fund rappresenta un importante nuovo tassello della nostra strategia di conservazione. La natura e gli animali selvatici sono costante fonte di ispirazione per Gucci e fanno parte integrante della nostra storia narrativa, attraverso le nostre collezioni e campagne. Con le crescenti minacce alla biodiversità del pianeta, iniziative innovative come The Lion’s Share Fund possono concretamente fare la differenza, entrando in contatto in maniera organica con la comunità imprenditoriale attraverso azioni dirette volte alla protezione degli habitat naturali e delle specie maggiormente minacciate”

Speriamo che questo sia soltanto un primo passo delle grandi aziende del settore, verso una moda più ambientalista e più attenta alla salvaguardia degli animali selvatici.

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