Globalismo e terrorismo opprimono i popoli

Intervista ad Hanieh Tarkian

di Gabriele Rizza

Hanieh Tarkian, italo-iraniana, ha completato il corso di dottorato in Scienze islamiche presso il Jamiat az-Zahra, il più importante centro femminile di studi islamici dell’Iran, ora è docente e coordinatrice del primo Master in lingua italiana in Studi Islamici organizzato dall’Università internazionale al-Mustafa (Iran). Si occupa anche di geopolitica, scrive per il sito “Il Primato Nazionale”, per la rivista di geopolitica “Eurasia” e ha partecipato a varie conferenze trattando soprattutto temi di politica, religione e geopolitica. L’abbiamo incontrata per farci raccontare l’Iran di ieri e di oggi e la sua sul rapporto Oriente e Occidente, italiani e musulmani.


Dai tempi di Clinton l’Iran è considerato uno “stato canaglia”, ancora oggi sembra che per gli Usa e il mondo occidentale sia il pericolo numero uno. Secondo lei perché l’Iran fa così tanta paura? È solo geopolitica o è anche una questione culturale?

“La vittoria della Rivoluzione Islamica in Iran, nel 1979, ha incoraggiato la nascita di molti altri movimenti in Medioriente (e non solo) per la liberazione e l’autodeterminazione dei popoli, pensiamo a Hezbollah in Libano e Ansarullah nello Yemen, ma anche ai movimenti anti-imperialisti sudamericani come quello guidato da Chavez. Questi movimenti sono considerati una minaccia dagli Stati Uniti e dai loro alleati perché impediscono la realizzazione dei loro interessi nel mondo. Uno degli slogan della Rivoluzione Islamica dell’Iran era né Occidente né Oriente, Repubblica Islamica, slogan significativo in quel periodo segnato dalla Guerra Fredda e da un bipolarismo che impediva alle altre realtà locali di fiorire. Da allora la Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre sostenuto i popoli oppressi contro le élite, affinché possano scegliere il proprio destino e preservare la propria identità culturale e religiosa. Oggi possiamo vedere come i popoli del Medioriente, soprattutto della Siria, dello Yemen e dell’Iraq, stiano lottando per essere in grado di autodeterminarsi, e nel fare ciò cercano anche di ottenere giustizia e di liberarsi da catene ideologiche che non appartengono loro: da una parte, dall’Occidente sono culturalmente invasi dal progressismo e dall’altra, i gruppi terroristici oscurantisti creano caos e portano con sé morte, distruzione e annientamento di secoli di patrimonio culturale e religioso. Un modello di paese progressista sono gli Stati Uniti, che con le loro ingerenze non hanno fatto altro che destabilizzare il Medioriente, tuttavia, sono stretti alleati dell’Arabia Saudita, e insieme hanno finanziato e sostenuto i gruppi terroristici. Per questo io dico sempre che queste ideologie sono come le lame di una forbice pronta a lacerare i popoli e annientare la loro identità, e la lotta dei popoli del Medioriente è anche la nostra.”

I media occidentali riguardo l’Iran riportano sempre notizie di repressione, mancanza di libertà e violenza. Quanto c’è di vero? Che paese è oggi l’Iran?

“Nella Repubblica Islamica dell’Iran si svolgono regolarmente elezioni: il presidente della Repubblica è eletto ogni quattro anni direttamente dal popolo, i membri del parlamento ogni quattro anni, i membri dell’Assemblea degli esperti (che scelgono la Guida Suprema) ogni otto anni, oltre ovviamente alle elezioni locali. Questo significa che il popolo iraniano ha la possibilità di partecipare alla vita politica del proprio paese. Un lettore attento si rende conto che le notizie negative riguardo all’Iran sono riportate in particolare da quei canali mediatici gestiti dalle élite mondialiste e guerrafondaie, le stesse che ci raccontano che Assad è un dittatore sanguinario e che i ribelli moderati in Siria, che non hanno niente da invidiare all’Isis, sono dei paladini di giustizia e democraticità. Questo avviene perché l’Iran è uno dei paesi che sostengono i movimenti di liberazione e auto-determinazione dei popoli in Medioriente, e ciò impedisce alle forze progressiste e ai loro alleati oscurantisti di realizzare i loro progetti di egemonia sul Medioriente.”

Veniamo all’Italia. C’è molto pregiudizio nei confronti della religione islamica e degli islamici, specie da parte della destra, invece da parte della sinistra liberal c’è un’accoglienza basata ideologicamente sui diritti civili dei singoli che taglia le gambe ai legittimi sentimenti religiosi degli islamici. Perché l’Islam risulta così scomodo a tutti?

“Io eviterei di parlare di destra/sinistra oppure fascismo/antifascismo o ancora razzismo/antirazzismo, secondo me oggi sono solo etichette che vengono apposte per essere strumentalizzate. Io parlerei piuttosto di lotta tra élite oppressive e i popoli che vengono oppressi, tra cui il popolo italiano. Il popolo italiano oggi è oppresso dalle élite progressiste e mondialiste da una parte, che guarda caso sono le stesse che sostengono una certa narrazione guerrafondaia la quale poi porta, per esempio, a situazioni ingestibili come la crisi dei migranti e, dall’altra, dalle élite pseudo-sovraniste, che invece di risolvere i problemi hanno abbracciato un tipo di narrazione che vede nell’Islam il nemico principale, quando in realtà i musulmani stessi sono oppressi dalle élite mondialiste e guerrafondaie. Tutto ciò sta creando un conflitto tra oppressi: i migranti sono disposti a lavorare in condizioni inferiori a quello che è lo standard dignitoso per un individuo, questo ovviamente col passare del tempo crea tutta una serie di problemi agli autoctoni, i quali purtroppo molto spesso, anziché opporsi ai veri responsabili di questa situazione (élite mondialiste, progressiste e guerrafondaie) se la prendono con i migranti, identificandoli talvolta con l’Islam stesso. Dall’altro lato c’è anche la diffusione degli ideali oscurantisti da prendere in considerazione: purtroppo i governi occidentali sono alleati di quegli Stati mediorientali che hanno fomentato e nutrito ideologicamente il terrorismo, questo permette a tali Stati di finanziare centri islamici in Europa e diffondere questo tipo di ideologia, grazie anche alla crisi identitaria degli immigrati di seconda e terza generazione e anche di convertiti delusi dalla decadenza culturale e religiosa dell’Occidente, costoro trovano in questa ideologia un rifugio, ecco perché molti terroristi dell’Isis sono di origine europea.”

Infine, tra i mille pregiudizi sull’Islam, ce n’è uno che la ferisce particolarmente?

“Essendo una donna che porta il velo, penso che il pregiudizio che mi ferisce di più sia proprio quello in merito al velo e alla considerazione che l’Islam ha della donna in generale. Mi capita spesso di leggere sui social e sui media molti post o articoli che fomentano il pregiudizio verso chi porta il velo e verso la donna musulmana, presentandola come una persona oppressa. L’Islam sostiene che Iddio, essendo il nostro Creatore e Signore, sa meglio di chiunque altro cosa sia di beneficio e cosa invece danneggi le Sue creature. Io vedo il velo come parte del codice di abbigliamento che Iddio, misericordioso e saggio, mi dice di indossare, non mi sento per questo migliore di una persona che non lo porta, semplicemente penso che questo sia il meglio per me, perché è una norma che proviene da Dio (e infatti è presente in varie forme anche in altre tradizioni). Anche per quanto riguarda la visione della donna, io non mi sono mai sentita oppressa. Bisogna anche prestare attenzione al fatto che in molti luoghi gli usi locali si mischiano alle norme religiose e alle donne vengono imposte tradizioni che in realtà non hanno niente a che fare con la religione (per esempio l’infibulazione), o le norme non vengono applicate in modo corretto, oppure come nel caso del wahabismo, vengono deviate da quelli che sono gli insegnamenti originali.”

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3 pensieri riguardo “Globalismo e terrorismo opprimono i popoli

Intervista ad Hanieh Tarkian

  • 28 Dicembre 2019 in 02:00
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    molto intressante

  • 26 Dicembre 2019 in 12:50
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    Non c’ e’ alcun riferimento ai curdi,popolo utilissimo per combattere l’ISIS, ma forse ingombrante per mire egemoniche nell’ area da parte di Turchia ed Iran,e’ ormai improcrastinabile affrontare e risolvere il problema,perche’ utile agli stati delle due ex potenze Usa e Russia,alleati di comodo in maniera alterna delle stesse

  • 25 Dicembre 2019 in 19:24
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    Condivido l’articolo e desidero riceverne altri.

I commenti sono chiusi.