Gb, terremoto sulla May dopo lʼaccordo con Bruxelles: si dimettono i ministri per la Brexit, il Lavoro e lʼIrlanda del Nord

“Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti”, scrive su Twitter Dominic Raab. Mentre per Esther McVey “lʼaccordo non onora il risultato del referendum”.

15 NOVEMBRE 2018 – TGCOM24

Terremoto sul governo di Theresa May dopo il raggiungimento dell’intesa con Bruxelles sulla Brexit. Il ministro per l’accordo con l’Ue, Dominic Raab, il ministro del Lavoro Esther McVey e il sottosegretario al dicastero dell’Irlanda del Nord, Shailesh Vara, hanno rassegnato le dimissioni. “Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti”, scrive Raab su Twitter. Mentre per la McVey “l’accordo non onora il risultato del referendum”.

Raab, figura chiave nell’ultima fase dei negoziati e “Brexiteer” convinto, afferma di non poter “sostenere in buona coscienza i termini dell’accordo con l’Ue proposto”. Nella sua lettera di dimissioni indirizzate alla premier Theresa May afferma di “comprendere” i motivi per i quali il governo abbia deciso a maggioranza di sposare la bozza d’intesa e di “rispettare il diverso punto di vista” espresso che ha spinto la premier e “altri colleghi” a dare il via libera al testo “in buona fede”.

Raab: “Minaccia all’integrità della Gran Bretagna” – Personalmente, afferma tuttavia di non poter accettare un accordo che a suo dire nella soluzione proposta per l’Irlanda del Nord rappresenta “una minaccia reale all’integrità della Gran Bretagna”, né un meccanismo di “backstop indefinito”.

Si dimette anche la sottosegretaria alla Brexit – Raab, secondo ministro per la Brexit a lasciare in questi mesi dopo David Davis,non chiede le dimissioni di May. Ma il suo forfait significa comunque un colpo duro sia per il governo e per il contesto negoziale. Immediate sono arrivate anche le dimissioni della sottosegretaria alla Brexit, Suella Bravermen.

L’addio della McVay, “Brexiteer” convinta – Nella sua lettera di dimissioni indirizzata alla premier Theresa May, McVey, esponente dell’ala dura conservatrice sulla Brexit, afferma “l’accordo che ha presentato al governo non onora il risultato del referendum” e sostiene che il testo contiene troppe concessioni alla Ue e “minaccia l’integrità del Regno unito”.

Le dimissioni di Vara – Il primo a dimettersi, in aperto disaccordo con l’intesa, era stato il sottosegretario per l’Irlanda del Nord (junior minister nella definizione britannica), Shailesh Vara. Nella lettera di rinuncia, Vara deplora che la bozza sia destinata a lasciare il Regno Unito “a metà del guado” a tempo indeterminato e non dia garanzia definitive che l’Irlanda del Nord non abbia alla fine relazioni con l’Ue più profonde rispetto al resto del Paese.

May: “La Brexit ci sarà ma nell’interesse nazionale” – Nel suo intervento alla Camera dei Comuni Theresa May difende l’intesa raggiunta con l’Ue come una scelta fatta “nell’interesse nazionale”, affermando che essa garantirà l’uscita dall’Ue “nei tempi previsti” e che l’unica alternativa sarebbe “un no deal” o “nessuna Brexit”. Si dice quindi decisa ad andare avanti malgrado le dimissioni di alcuni ministri. La premier nota che il negoziato ha comportato “scelte difficili” ed esprime “rispetto” per le decisioni di Dominic Raab e di chi s’è dimesso, ma afferma di non condividerle.

Farage esulta: “Liberiamoci della May” – Nigel Farage, l’eurodeputato fondatore dell’Ukip e tra i principali fautori della Brexit, esulta per le dimissioni del ministro britannico Dominic Raab. “Ben fatto – scrive su Twitter – ancora qualche altro e ci libereremo di questo primo ministro e della sua doppiezza”. Mercoledì, subito dopo la notizia dell’accordo, Farage aveva invitato ogni membro del gabinetto May “che sia un vero Brexiteer” a dimettersi, definendo l’intesa “il peggiore accordo della storia”.

Sterlina in picchiata dopo le dimissioni dei ministri – Sterlina in calo su euro e dollaro dopo l’annuncio delle dimissioni dei ministri per il dissenso dal via libera alla bozza d’intesa sulla Brexit con l’Ue decisa a maggioranza ieri sera dal governo di Theresa May. La divisa britannica ora è quotata a 1,367 contro quella europea (meno 1,08%) e sotto 1,3 contro quella Usa, dopo un inizio di giornata positivo caratterizzato anche dal segno più dell’indice Ftse alla Borsa di Londra e dal giudizio cautamente favorevole della City sull’intesa.

FONTE: TGCOM24

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