Forza Italia guarda (finalmente) al futuro

  • Forse ci siamo, forse oggi abbiamo assistito alla nascita di una nuova Forza Italia.
    Sesto San Giovanni, Villa Torretta: il sole splende e la temperatura inizia a salire oltre i 27°, ma ciò
    non impedisce a tantissimi amministratori locali, consiglieri ed assessori regionali, parlamentari ma
    anche ai militanti ed ai simpatizzanti di partecipare all’iniziativa “Il Futuro per Forza” . Saranno in
    700 a fine manifestazione.
    La parola d’ordine per tutti è “rinnovamento” e nel nome di un rinnovamento pluralista,
    meritocratico e democratico ci sono veramente tutti, giovani, meno giovani, uomini e donne che
    hanno dato la propria vita, il proprio tempo a Forza Italia.
    Ci sono anche le tante anime della nostra Lombardia: dalla Provincia di Milano che chiede un
    ritorno tra la gente a quella di Monza che denuncia la creazione di un feudo antidemocratico ed
    illiberale, agli antipodi dei tanto decantati valori Forzisti.
    Ci sono i comaschi di Fermi, i lecchesi di Piazza, i lodigiani di Pedrazzini, ora Deputato alla Camera
    e ci sono tantissimi amministratori locali, assessori, consiglieri, sindaci che a turno intervengono ed
    all’unisono ringraziano per la possibilità, prima in assoluto, data loro di poter parlare, di poter
    esprimere il proprio punto di vista.
    E’ forse questo a colpire: per la prima volta il messaggio arriva dalla platea e non dal palco e piano
    piano, tra i diversi interventi che riscuotono un grande successo di pubblico, si arriva ai cinque
    coraggiosi uomini di Regione Lombardia che hanno osato, che hanno organizzato la prima
    iniziativa pluralista e libera della storia forzista: Federico Romani, Alan Rizzi, Mauro Piazza, Giulio
    Gallera ed Alessandro Fermi.
    Anche qui il rinnovamento di Forza Italia e della nazione sono il punto cardine: per Romani ci vuole
    un movimento con delle regole, delle vere primarie e con delle Commissioni di Garanzia
    funzionanti, Alan Rizzi afferma che il mancato rinnovamento in venticinque anni ha negato la
    possibilità di formare dal basso una classe parlamentare nuova, mentre per Mauro Piazza è
    fondamentale un soggetto politico in grado di dare risposte al mondo moderato, alla classe media.
    E’ Giulio Gallera, però, a caricare il pubblico in attesa dell’intervento finale di Giovanni Toti,
    raccontando delle pressioni e dei sabotaggi vergognosamente subiti da parte di reazionari che
    vorrebbero un partito al 2%, giusto quanto basta per tenere al sicuro il proprio seggio.
    Conclude appunto, dopo i ringraziamenti di Fermi, un radiante Giovanni Toti, sorpreso e felice di
    trovare tante persone a sostenere la sua mozione e che lancia di nuovo il messaggio di libertà e
    democratizzazione che già conosciamo ma con un appunto chiaro: entro fine Luglio si devono
    sapere le regole e la data dei congressi, o la strada del dialogo potrebbe non essere più
    percorribile.
    Tutto termina tra applausi e foto: l’entusiasmo si può percepire distintamente nell’aria.
    Finalmente si ha avuto il coraggio di dire la verità, di chiedere pubblicamente un cambiamento.
    “Il Futuro è ora” recita lo slogan della manifestazione e se questo è il futuro, forse c’è da ben
    sperare per tutti i liberali e riformisti d’Italia.

Roberto Donghi

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