FESTA DEL SACRIFICIO. MUSULMANA? NO, ITALIANA

di Abbattino

In questi giorni a cavallo tra luglio e agosto, si stanno svolgendo in tutta Italia manifestazioni religiose pubbliche. Fin qui, dov’è la novità? Ogni anno ci sono, da sempre, se non fosse che si tratta di manifestazioni in onore della festa del sacrificio o dello sgozzamento. Il sacrificio rituale, che si pratica nel corso della festività, ricorda quello sostitutivo effettuato con un montone da Abramo, del tutto obbediente al disposto divino di sacrificare il figlio a Dio Ismaele prima di venire fermato dall’angelo. È questa quindi per eccellenza la festa della fede e della indiscussa sottomissione: al Dio Cristiano? No, ad Allah. In molte aree pubbliche, si è potuto celebrare la preghiera islamica all’aperto, ovviamente generando vari assembramenti. 

Non sarebbe una novità se al contrario non fossero state cancellate decine o centinaia di manifestazioni analoghe, ma di rito cattolico. Ebbene, le processioni o festività religiose, popolarissime in tutta Italia, non hanno avuto e non avranno luogo. I motivi? Troppo stringenti le norme, troppo complesse le procedure, troppe le responsabilità addossate agli organizzatori, cioè alle diocesi, che non solo avrebbero contro tutti i soloni laici e atei sempre pronti a denigrare e puntare il dito contro i “bigotti” (non è proprio un complimento, qualcuno prima o poi dovrà pur dirglielo), ma sarebbero anche additati come “untori” del Covid, un po’ troppo per il comune buonsenso.

Fatto sta che tutte le festività cattoliche e popolari sono annullate o neppure hanno provato a farle. a causa delle restrizioni e norme assurde che vengono imposte, pena sanzioni pesantissime, pertanto scoraggianti la manifestazione. Addirittura è stata multata una scuola di ballo a Grosseto, perché la break dance di pochi ballerini creava assembramenti, figuriamoci se non era possibile multare la curia per la processione.

I musulmani invece hanno potuto continuare a praticare le loro usanze come ogni anno; tutto a posto? Ma i controlli? Gli assembramenti? Le distanze? Le mascherine? Le multe? Macché, è la festa del sacrificio, sì, quello degli italiani, che rinunciano anche alla loro devozione. Non è mica per tutti.

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