EUROPA AL PRESENTE ED AL PASSATO. STRETTA IN UNA MORSA? Siamo sull’orlo di una catastrofe? (parte seconda)

La scorsa volta abbiamo evidenziato http://www.lacritica.org/politica-2/europa-al-presente-ed-al-passato-stretta-in-una-morsa-siamo-sullorlo-di-una-catastrofe-prima-parte/ (non riesco a fare inserimento link in La scorsa volta) abbiamo evidenziato alcune ragioni per le quali la situazione si è complicata per l’Europa.

A proposito della Russia, se proviamo a metterci nei loro panni, non si può fare a meno di osservare che dopo la caduta del Muro di Berlino, molti Paesi di quelli che appartenevano al blocco Sovietico, per ragioni comprensibili, sono passati dalla nostra parte e la Russia può essersi sentita minacciata anche perché dall’Occidente erano giunte assicurazioni, poi disattese, che certi Paesi dell’Est Europeo non sarebbero entrati nella N.A.T.O. e/o nella U.E. . Se a questo aggiungiamo la nostalgia in molti Russi, che Putin ben interpreta, per la grande Russia, si può comprendere come mai le rotte tra Russia ed Occidente collidano.

Interessante quanto osservato dal premio Pulitzer e giornalista polacco-americana, la cinquantenne Anne Applebaum.
Lei riferisce di aver trovato delle foto di un matrimonio in Polonia del Giugno 1939. In queste immagini si vedono bambini che giocano, persone serene elegantemente vestite, tutte nel giardino della casa ora di proprietà della Signora Applebaum, ignare del fatto che di lì a poco sarebbe piombata su di loro una immane tragedia che avrebbe cancellato la Polonia e che a causa della quale molti degli invitati sarebbero presto morti o fuggiti.
Orbene la giornalista si interroga come mai, anziché festeggiare, non si sono preparati ad una guerra, di cui qualche sentore, nell’aria, ci sarà pure stato e, facendo un parallelo che nessuno auspica, se altrettanto oggi devono fare gli Ucraini e le popolazioni dell’Europa dell’Est in generale.
La signora esagera? È paranoica? Eppure, a suo dire, è una domanda che viene posta da molti di coloro che vivono in quei territori e che hanno già sperimentato la dominazione Sovietica. Nei giorni scorsi, riferisce sempre Applebaum, soldati Russi sotto la bandiera di una Nazione sino a quel momento sconosciuta, la Novorossiya (letteralmente “Nuova Russia”), hanno varcato il confine nel Sud-Est dell’Ucraina.
La giornalista racconta ancora che l’Accademia delle Scienze della Russia dovrebbe pubblicare una storia della “Nuova Russia” ed è stato riportato che a Mosca circolino diverse mappe di questo nuovo Stato.
Alcune raffigurano città come Charkiv e Dnipropetrovs’k, attualmente a centinaia di chilometri dalle zone dove si combatte, incluse nella “Nuova Russia”.
Questo Stato sembra estendersi anche sul mare, unendo così Russia, Crimea, Transnistria – il territorio della Moldavia che si è proclamato indipendente – e, anche quando non fosse riconosciuto dalla comunità internazionale, nulla vieterebbe alla Novorossiya di espandersi nel tempo e poi, magari, riabbracciare la casa madre, la Russia.

Ovviamente, però, sinché gli abitanti dell’Ucraina vogliono rimanere tali, allora è evidente che ci sarebbe un ostacolo a frapporsi ai disegni russi.
Ecco dunque che non molto tempo fa un nazionalista radicale, Alexander Dugin, che ha influenzato le idee di Putin, ha avuto uscite – riferisce sempre la Applebaum – illuminanti (e sconcertanti) su come alcuni la pensino in Russia, allorché questi ha affermato che «l’Ucraina dev’essere purificata dagli idioti» oppure invocando un «genocidio» della «razza bastarda» degli ucraini.
Non solo, ma chi sosterrà questo nuovo Stato, non dovrà avere nemici in Occidente.
Ebbene un membro del Parlamento Russo, Vladimir Zhirinovsky, che si atteggia a giullare dicendo cose che altri, con maggiori responsabilità istituzionali, pensano ma non esprimono, se ne è uscito in televisione con questo ragionamento: la Russia dovrebbe bombardare con armi nucleari sia la Polonia sia i paesi baltici – “staterelli”, li ha definiti – per far vedere chi comanda davvero in Europa: «l’America non ne sarebbe minacciata, è troppo lontana. Ma i paesi dell’Europa orientale rischiano di essere completamente distrutti. È colpa loro, perché non possiamo accettare che aerei e missili diretti verso la Russia partano dai loro territori». Putin, gatto sornione, ha sostenuto che le uscite di questo Onorevole, non sempre rispecchiano la posizione ufficiale del Governo Russo, ma sono sempre stimolanti.

Andrei Piontkovsky, dissidente ed analista Russo, in un articolo ha affermato che Putin effettivamente sta valutando anche l’ipotesi di un limitato attacco nucleare contro una città Polacca o una delle capitali dei Paesi Baltici, con lo scopo di dimostrare che la N.A.T.O. è un carrozzone inutile che rinuncerebbe a contrattaccare nel timore di innescare una spirale ancora più pericolosa.
Sarebbe insomma un azzardo da parte del Presidente Russo, come in una partita a poker, per andare a vedere il bluff.
Da non trascurare il fatto che l’esercito Russo, sia nel 2009 che nel 2013, durante delle esercitazioni, si è esplicitamente preparato ad un attacco nucleare contro Varsavia.
Coincidenze? Si vogliono vedere dei segnali dove in realtà non ci sono?
Può darsi, ma anche “Mein Kampf” di Adolf Hitler nel ’33 sembrò paranoico sia in patria che fuori.
Parimenti, quando il baffone Stalin ordinò di liquidare tutti i gruppi e classi sociali dell’Unione Sovietica, l’atteggiamento comune fu, anche in questo caso, di incredulità.
Eppure, non essendoci nessuno in grado di fermarlo, seguì i suoi ragionamenti in maniera molto logica sino alle estreme conseguenze.

Le domande da porsi, dunque, tornando ai giorni nostri, è se Putin sia abbastanza forte da mettere in pratica queste cose e se vi sia qualcuno, in Russia, in grado di fermarlo.

Fabio Ronchi

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