Un’avventura da brividi, enigmi e misteri in una ” escape room “

Gioco di squadra e abilità contro un inesorabile conto alla rovescia: riuscireste a vincere ?

C’è una teoria secondo cui le persone si sentono più appagate quando si trovano in uno stato di iper-concentrazione e creatività.

Questa teoria, elaborata nel 1975 dall’ungherese Mihály Csíkszentmihályi, prende il nome di teoria del flusso poiché la sensazione provata è quella di essere trascinati via da una corrente d’acqua.

Questo è ciò che si prova nelle Escape Room, la forma di intrattenimento che sta spopolando nel mondo intero e che ha avuto origine in Europa proprio in Ungheria, dove gli edifici abbandonati dopo la Seconda Guerra Mondiale sono diventati degli scenari ideali in cui mettere alla prova sé stessi e le proprie capacità di osservazione, percezione, intuizione e le proprie abilità.

Immaginatevi di rimanere chiusi in una stanza. Soli e intrappolati. Una stanza da cui fuggire. Circondati da indizi, enigmi, indovinelli e prove da superare. La possibilità di uscire è una sola e per terminare prima che il countdown abbia fine, si è obbligati a coglierla con l’ingegno, la logica e con il gioco di squadra . Le emozioni e l’adrenalina salgono, si è investiti da uno stress positivo che rivela le proprie potenzialità di self control e di ragionamento. In quel momento non ci si preoccupa più del lavoro nè tantomeno dei problemi, quasi come se fossero lasciati al di fuori della porta di ingresso. Ci si focalizza sul risultato, sulla soluzione. Sullo scopo finale del gioco: uscire dalla stanza nel più breve tempo possibile.

Si entra in una storia di fitti misteri ed indizi celati in ambientazioni sensazionali e appositamente costruite e preparate. Ambientazioni completamente diverse fra loro e piene di rompicapi.

E così come nel mondo, anche in Italia le Escape Room hanno conquistato giovani e meno giovani, attirati dalla sfida verso sè stessi o, semplicemente, per vivere una nuova esperienza.

Dal momento in cui la porta si chiude, parte il conto alla rovescia. E l’esperienza ha inizio.

Normalmente ogni stanza ha un tema predefinito. Solo a Cantù è possibile trovare una escape room con un ambiente di 150 m2 in cui vi sono allestiti ben cinque scenari differenti da oltrepassare, prima di uscire e terminare il gioco .

Il nostro scopo è quello di far divertire la gente facendogli vivere quelle emozioni che abbiamo vissuto noi scoprendo questo gioco. Emozioni che nel tempo sono diventate passioni. “ – così esordiscono Daniele e Niccolò, titolari del The Solutionist Escape Room. “ Frequentavamo diversi escape room e abbiamo provato moltissime ambientazioni. Tuttavia notavamo, al termine del gioco, che mancava quel qualcosa che ci faceva ricordare e raccontare quei momenti anche nei giorni a venire. Il gioco e il piacere, sostanzialmente, terminavano nel momento in cui uscivamo dalla stanza. “.

Nel frattempo, muovendoci all’interno della stanza, notiamo i particolari e i dettagli con cui le scenografie sono state realizzate e scopriamo anche di come, questo gioco, possa essere utilizzato in ambito aziendale, integrandolo a metodologie di coaching e team building o come forma di valutazione di nuovi collaboratori. Consolidare il lavoro di squadra nel primo caso. Scoprire le competenze personali e l’attitudine a lavorare sotto stress nel secondo caso.

Usciamo infine dalla stanza dopo aver oltrepassato i cinque scenari.

Ecco quello che abbiamo voluto creare rispetto alle altre escape room “ – concludono Daniele e Niccolò – “ Non un gioco qualsiasi, bensì una storia, un’avventura

Da ricordare e raccontare.

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