“Enigma dell’Infinito”: Le opere di Giorgio De Chirico in vetrina a San Pietro a Maida

Circa trenta opere tra i lavori di uno degli artisti più rappresentativi della storia dell’arte del XX secolo, saranno esposte a San Pietro a Maida, dal 24 marzo al 31 marzo 2018.
L’iniziativa dalla considerevole valenza culturale, porta la firma di Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palminteri, autorevoli curatori d’arte che hanno organizzato mostre e rassegne culturali di rilevanza nazionale ed internazionale.
La manifestazione, patrocinata dal MIBACT e dalla Regione Calabria, é organizzata dalla FriArte di Roma, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Pietro a Maida, guidata dal sindaco Pietro Putame, con il prezioso contributo del Direttore del Marte Pietro Gullo.
La location dell’evento ha ispirato gli ideatori del progetto scientifico nonché curatori della mostra, Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palminteri a intitolarla “Enigma dell’Infinito”, una tensione estetica fondamentale nella ricerca di un artista geniale: il più moderno, il più vivo tra gli artisti della propria generazione, il più ricco di intuito e di preveggenza, come documentano le opere esposte nella mostra di San Pietro a Maida, corredata da un elegante catalogo in italiano ed inglese.
In occasione dell’inaugurazione, in programma per le ore 17.00 del 24 marzo 2018, interverranno, oltre ai curatori, il sindaco di San Pietro a Maida Pietro Putame e il direttore dell’Accademia di Belle Arti Fidia di Vibo Valentia Michele Licata. È prevista una performance del cantautore Paco Ruggiero, mentre la stilista Renè Bruzzese esporrà abiti ispirati alle opere di De Chirico.
“La solitudine dell’uomo – scrive Pasquale Lettieri nel prezioso catalogo che fa da pendant alla mostra – ha trovato in De Chirico un altissimo e modernissimo poeta di intensità leopardiana. Che questo comporti, da parte del Maestro una condanna quasi totale dell’arte contemporanea non deve trarre in inganno circa la vitalità della sua presenza e della sua partecipazione alla sensibilità del tempo in cui esistiamo. Già Degas aveva detto che “Bisogna scoraggiare le arti”, e ciò non è mai stato motivo di scandalo. De Chirico semplicemente ha compreso, con enorme anticipo sui pittori della sua generazione (e questo a livello mondiale, non semplicemente nazionale), che una pittura nuova non potrà mai consistere in una novità di formule o di trouvailes, per il semplice motivo che la pittura stessa è una trouvaille. Quel che conta sul serio è la verità che vi è insita, una verità che può essere ricercata nel “mistero” metafisico come nella “bella materia” della “pittura antica”. Le visite culturali e didattiche saranno curate dal Museo Marte.
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