EMERGENZA COVID: IL PAESE E’ IN GINOCCHIO, MA LA CGIL FA FESTA.

di Mario Albero Marchi

Aveva lo sguardo corrucciato, da preoccupato paladino dei lavoratori mentre si confrontava con il Governo, chiedendo più aziende chiuse e più cassa integrazione per tutti. Il guerriero Landini era disposto a scatenare l’inferno con un suo gesto, con uno sciopero generale in piena emergenza nazionale.

Il tema – intendiamoci – era serio e caldissimo: la tutela dei lavoratori che rimanevano esclusi dalle chiusure previste del decreto d’urgenza. Ma Il segretario della CGIL nascondeva un motivo di soddisfazione decisamente inconfessabile: mentre il Governo metteva mano alle assai poco consistenti casse dello Stato, mentre soprattutto milioni di lavoratori e famiglie si ritrovavano a non sapere come pagare bollette e affitto, il principale sindacato si preparava a passare all’incasso. E che incasso.

Si, perche’ in virtu’ di un accordo con l’Inps, risalente ad alcuni anni fa, la CGIL incassa una percentuale su ogni singola liquidazione di qualsiasi cassa integrazione.
Non è una novità e il sistema ha già fruttato al sindacato guadagni stratosferici, ma stavolta avviene mentre tutti stiamo facendo i conti con la crisi più grave degli ultimi decenni, mentre la sanità pubblica annaspa, mentre non ci sono soldi nemmeno per proteggere cittadini, medici e infermieri con mascherine da pochi centesimi.

A denunciare la cosa, Conflavoro – associazione indipendente di categoria della piccole imprese che in poco tempo si è guadagnata un posto nelle trattative con le istituzioni, scavalcando sindacati e Confindustria – che è andata a spulciare gli accordi, scovando il testo originale della convenzione tra INPS e CGIL.

La circolare di INPS a tutti i suoi uffici, è la nr. 166 del 29.12.2010 e cita l’accordo tra ente e sindacati dell’agosto dello stesso anno, riportando le percentuali da versare a CGIL per ogni cassintegrato: 3% sull’indennità ordinaria con requisiti ridotti , 0,5% sulla cig edile, 0,8 su tutte le altre, ordinarie e in deroga.

Sembra poca cosa, ma moltiplicata per i milioni di italiani che in queste settimane verranno aiutati con una cassa integrazione, praticamente “ a tappeto”, diventano numeri enormi.
“Mentre le famiglie rischiano di non arrivare a fine mese, il sindacato si ingrassa– denuncia il presidente di Confalvoro, Roberto Capobianco – una specie di tangente pagata da dieci anni, che in questo momento è più che immorale, un vero insulto soprattutto agli stessi lavoratori che dovrebbero essere tutelati”

Ma non basta, con un comunicato dai toni quasi minacciosi, la stessa CGIL – questa volta con Cisl e Uil- riferendosi ad un settore in crisi drammatica, come quello turistico, intima alle aziende di non siglare accordi con altre sigle sindacali.

Insomma, rivendica l’esclusiva.

“Se si pensava che si trattasse solo di potere , ora abbiamo ben chiaro il vero motivo – continua Capobianco – fare piazza pulita di deleghe sindacali e mettere le mani , senza che nessuno disturbi , sui dieci miliardi di cassa integrazione stanziati dal Governo”

Insomma il sindacato riesce ad essere l’unica azienda che da questo disastro economico trae vantaggio e mentre si ricorre alle donazioni private e agli aiuti di Paesi stranieri per fronteggiare l’emergenza sanitaria , da parte di Landini &c non arriva nemmeno una parola sull’eventuale intenzione di devolvere quelle “gabelle”.

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