Effetti indesiderati da Covid: la perdita di capelli

di Sara Matteucci

Il covid-19 è un’infezione del tutto nuova e non gode di conoscenze scientifiche pregresse, sebbene molte si stiano costruendo in questi terribili mesi di pandemia. Rimangono ancora molti dubbi e incertezze, ma alcuni dati emergono e i collegamenti sono immediati.

Sembrerebbe esserci una correlazione fra il virus e la perdita di capelli, a spiegarlo è Bianca Maria Piraccini, Direttrice Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia all’Università di Bologna

“[…] In Italia, a Bologna, abbiamo creato una task force, guidata dalla dottoressa Michela Starace, che sta coordinando gli scienziati di tutto il mondo per registrare tutti i casi di caduta di capelli dopo l’infezione da Covid-19 e trovare una spiegazione”.

La discussione ha avuto luogo durante il 94° congresso della Sidemast, la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse. Più del 30% delle persone, dopo aver contratto il virus in forma sintomatica, avrebbe avuto questo sintomo, in gergo medico indicato come fenomeno “telogen effluvium acuto”, un diradamento e una perdita cospicua di capelli (circa 100-200 al giorno). Nove persone su dieci lo hanno riscontrato a distanza di due o tre mesi dalla guarigione, sono definiti “long haulers”: pazienti ormai negativizzati che sperimentano la persistenza di qualche sintomo.

A spiegazione del fenomeno, tra le prime ipotesi rientrano la cura farmacologica anti Sars-Cov-2, l’ipo-ossigenazione e il dimagrimento. La caduta dei capelli tuttavia è una condizione transitoria, dovuta complessivamente allo stress a cui è sottoposto l’organismo. Gli esperti consigliano di intervenire con cortisonici locali e integratori alimentari a base di antiossidanti, oltre a una delicata detersione del cuoio capelluto evitando l’utilizzo di farmaci per cute ad azione topica.

Segnalazioni di attenzione al problema arrivano anche dall’oltreoceano, un articolo del New York Times riporta un’indagine statunitense su 1500 partecipanti guariti al virus, di cui più di 400 riferiscono una perdita di capelli. Tra le preoccupazioni una possibile incidenza sul benessere psicologico, perché perdere la chioma non è mai bello.

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