Ecobonus e Bonus Casa, la guida agli incentivi 2019

Riconfermate nel 2019 le agevolazioni per chi ristruttura un’abitazione o la rende più efficiente nei consumi. Una panoramica sugli sconti fiscali.

14 NOVEMBRE 2018 – ANDREA TELARA – Da PANORAMA.IT

Cambiano i governi, le maggioranze, le manovre economiche ma i bonus fiscali per la casa resistono sempre. La coalizione Lega-5Stelle ha infatti riconfermato anche per il 2019 le agevolazioni per chi ristruttura un’abitazione, la rende più efficiente dal punto di vista energetico o cambia alcuni mobili. Ecco, di seguito, una panoramica su questo tipo di incentivi esistenti da tempo in Italia (i primi risalgono addirittura agli anni ’90 del secolo scorso).

Ecobonus

Torna nel 2019 l’Ecobonus, l’agevolazione che consente di detrarre dall’irpef (cioè dalle imposte sui redditi personali) gran parte delle spese sostenute per rendere più efficienti gli edifici dal punto di vista energetico. Chi per esempio installa dei pannelli solari sul tetto o una caldaia a condensazione di classe A (che consuma meno rispetto a quelle tradizionali) puo’ scontare dalle tasse ben il 65% dell’esborso sostenuto.

La detrazione “viene spalmata” su un periodo di 10 anni e calcolata su una spesa massima di 100mila euro (per alcuni interventi il tetto è fissato a 30-60mila euro). Ecco un esempio concreto di come si calcolano le agevolazioni.

Se nel 2019 degli inquilini di un condominio faranno un grande intervento di riqualificazione energetica e spenderanno ben 110mila euro, avranno diritto a uno sconto fiscale di 6.500 euro all’anno per 10 anni, a partire dal 2020, così calcolato: sulla spesa massima detraibile di 100mila euro (inferiore in questo caso a quella effettivamente sostenuta di 110mila euro) si applica l’aliquota del 65% che dà uno sconto fiscale complessivo di ben 65mila euro.Quest’ultimo deve poi essere diviso in dieci rate di 6.500 che vanno sottratte dall’irpef dovuta ogni anno tra il 2020 e il 2029, quando ciascun inquilino presenta la dichiarazione dei redditi.

Bonus Ristrutturazioni

Come ormai da molti anni, anche nel 2019 si potrà detrarre dall’irpef (a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) una parte delle spese sostenute per la ristrutturazione edilizia (ad esempio per rifare il tetto, i terrazzi o la facciata). Se si tratta di lavori che non aumentano l’efficienza energetica, lo sconto fiscale è pari al 50% ed è calcolato su una spesa massima di 96mila euro.

Ecco un esempio concreto. Se un condominio restaura la facciata del palazzo e spende nel complesso 100mila euro, gli inquilini avranno diritto a una detrazione totale (da dividere per il numero di appartamenti) di 4.800 euro all’anno per un decennio, calcolata nel modo seguente. Sulla spesa massima detraibile di 96mila euro (più bassa di quella effettivamente sostenuta) si applica l’aliquota del 50% che corrisponde a 48mila euro. Quest’ultima cifra va poi divisa in 10 rate, che corrispondono alle detrazioni riconosciute dal fisco ogni anno, tra il 2020 e il 2029, ogni volta che viene presentata la dichiarazione dei redditi.

Bonus Mobili

Torna nel 2019 anche il Bonus Mobili, uno sconto fiscale simile ai due precedenti che viene riconosciuto a chi cambia uno o più arredi della casa o gli elettrodomestici, purché si tratti di apparecchi in classe energetica A+. L’agevolazione viene però concessa non a chiunque acquisti dei mobili ma soltanto a chi ha effettuato contestualmente una ristrutturazione edilizia. Sono inoltre esclusi alcuni arredi come per esempio le tappezzerie o i tendaggi. La detrazione è pari al 50% e viene calcolata su una cifra massima di10mila euro.

Ecco un esempio concreto. Se un contribuente ristruttura casa e poi compra 12mila euro di mobili nuovi, avrà diritto a uno sconto fiscale di 5mila euro complessivi così determinato. Sulla somma massima detraibile si applica l’aliquota del 50% che corrisponde appunto  a 5mila euro totali. Questa cifra va poi divisa (come nel caso dell’Ecobonus e del Bonus Ristrutturazioni) in dieci rate annuali di500 euro, ogni volta che viene presentata la dichiarazione dei redditi.

FONTE: PANORAMA.IT

 

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