È tempo di vacanze italiane, uniti per superare la grande crisi

di Martina Grandori

L’unione fa la forza, soprattutto dopo questo infernale periodo che ha visto l’Italia diventare il paese degli appestati.
 
Questa è senza ombra di dubbio l’estate delle incertezze, delle paure, dei pochi soldini, dei programmi da rivedere perché viaggiare all’estero non è un’affare semplice. Questa è senza ombra di dubbio l’estate per stare a casa, per riappropriarsi dei nostri meravigliosi litorali, delle nostre montagne, dei borghi del silenzio,  di giardini strepitosi, delle tradizioni autoctone messe in ombra dalla mania dei low-cost che hanno spazzato via la voglia di prendere la macchina e fare un viaggio italiano.
 
Si tornerà un po’ alla vacanza anni Cinquanta, si viaggia in macchina e non si va eccessivamente lontano. Questa è l’estate dove riscoprire l’ebrezza dell’on the road, del prendere l’auto e dirigersi verso un luogo italiano a cui si è sempre pensato, ma che alla fine dei conti è sempre stato messo in secondo piano da viaggini intercontinentali.
 
Purtroppo per noi, l’Italia è ancora nella lista dei paesi poco sicuri, per mesi siamo stati sotto i riflettori per il numero di morti e le stragi fatte dal Covid 19.
 
Ma per fortuna, a supporto del nostro patrimonio, si è spesa  anche la stampa estera esortando a prenotare soggiorni a base di sole, profumi mediterranei e buon cibo. Un sospiro di sollievo che dovrebbe prendere il via dal 3 giugno, quando riapriranno le frontiere permettendo così agli stranieri più coraggiosi di passare del tempo nel Belpaese. In fondo sappiamo bene che le zone rosse sono state solo nel nord Italia, e che regioni al sud hanno vissuto di sfioro la pandemia, nulla a che vedere con il disastro della Lombardia.
 
Le parole del sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Lorenza Bonaccorsi a fine aprile  in attesa che si potesse parlare di fase 3, rincuoravano milioni di italiani. “Andremo al mare questa estate, stiamo lavorando perché possa essere così”, un giro, quello delle vacanze degli italiani in Italia da 21 miliardi almeno, compensando – dati stimati – il 30% del crollo delle presenze degli stranieri, alcune regioni potrebbero addirittura superare la soglia massima di compensazione come Molise, Abruzzo, Basilicata e Marche.
 
E così già da questo weekend sembrerebbe che si parli anticipatamente di litorali aperti al pubblico, di voglia di bikini e gelati, seppur ovviamente con attenzione perché il prezzo pagato per il lockdown è stato altissimo. I rendering dei box di plexiglass in spiaggia per ridurre i contagi hanno fatto parlare e discutere, forse basterà un po’ di buon senso e delle precauzioni elementari che da mesi ci ripetono fino allo sfinimento. In fondo l’Italia è sì mare e dolcevita ma a contorno di questo stereotipo, meraviglioso ed eterno per carità, è anche cultura, musica, opera, vacanze green e musei spettacolari che sicuramente saranno molto più vivibili per l’assenza di assembramenti.
 
Ora bisogna solo ritrovare un po’ di fiducia e coraggio, l’Italia e il turismo hanno bisogno di piccoli gesti per salvarsi.
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