DUEMILA ANNI E NON SENTIRLI. I congiurati ed i loro trenta denari

I fatti: cinque consiglieri comunali Milanesi di Forza Italia hanno sfiduciato il Capogruppo De Pasquale. I motivi sono così triviali da non meritare menzione. Così come i nome dei cinque. Di certo c’è che questi consiglieri sono tra i più assenteisti. Tanto che persino il capocongiurato che ha sostituito De Pasquale ha promesso che li avrebbe disciplinati. I primi atti di questa simpatica combriccola sono stati di distensione verso Pisapia. Hanno proposto, infatti, di emulare la scena Nazionale. Di fare un Patto della Madonnina, in cui si collabori, si sia amici ed alleati e ci si divida il fondoschiena dei Milanesi.

Il commento: ora, ho capito che siamo liberali. Ho capito che questo partito non è una caserma. Ho capito anche che siamo gli eredi morali della Casa della Libertà. Ma per una volta, una sola, maledettissima, volta, potremmo evitare di essere un bordello? Un postribolo in cui si fanno le moine all’ultimo arrivato, purchè danaroso o distributore di cariche, onori, prebende e potere? Il patto del Nazareno è esattamente questo: un atto di mercimonio del nostro onore, un atto di vendita del sogno che era la Rivoluzione Liberale. Di più, è stata la resa. Abbiamo dichiarato che mai, mai, avremmo potuto vincere contro i poteri veri di questo paese. Sindacati, magistrati, statali e immobilisti vari.

Ma Renzi, per quanto ci abbia umiliati, per quanto in basso ci abbia scagliato non è Pisapia. Gliene va dato atto. Qualcosa in lui riecheggia un frammento dei giorni in cui non ci eravamo contaminati, nei giorni dell’onore. Ma in Pisapia non c’è nulla di questo. E’ un comunista. E’ un amico dei centri sociali. E’ incapace di amministrare. Ha reso Milano la città più tassata d’Italia. Ci ha resi una delle città che agli Americani è sconsigliato di frequentare. Ha trasformato quel gioiello dell’Architettura che è la Stazione Centrale in un dormitorio, le piazze in sale giochi per Bottellon e Ambulanti. Cosa vendono i congiurati in lui? Cosa li attrae così irresistibilmente?

Qui non si tratta di responsabilità. Non si tratta di cessare l’ostruzionismo sul bilancio per votare responsabilmente contro. Qui si tratta di dividersi, di aprire un varco al nemico e di consentirgli di comandare. E’ un suicidio. Un suicidio di cui viene spontaneo chiedersi quale sia l’inconfessabile prezzo. Esistono accordi anche su questo? Bisogna dire che l’altra parte, quella di Gallera e De Pasquale, anche questo Sabato, ha dimostrato che queste beghe non li riguardano. Erano, belli e ribelli, in strada con i gazebo ed il tesseramento. Come militante, davvero, non credo ci siano dubbi su quale parte sceglierò. E voi?

Luca Rampazzo

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