DISCORSO DI BENVENUTO AL 2018, MATTARELLA: “AUGURI ALLA NOSTRA COSTITUZIONE”

Un anno importante il 2018 per la nazione italiana. La nostra cara Costituzione compie ben 70 anni: non poteva mancare la celebrazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che con le sue parole di fine anno ha toccato tutti i punti salienti per un perfetto benvenuto ai nuovi giorni. Nei suoi dieci minuti esatti di discorso, ha citato parallelismi tra i 18enni che per la prima volta parteciperanno al voto, i partiti politici che devono concentrarsi sul futuro dell’Italia e del suo popolo, una discesa al passato ricordando la tragedia di Rigopiano del secolo scorso e gli attuali attentati, con un cordiale abbraccio a tutte le vittime del terremoto.

Gli elogi alla nostra nazione non possono mancare, per far ricordare ai cittadini le fortune che caratterizzano le nostre regioni, nell’unione e nella democrazia di un atto costitutivo che spegne 70 candeline sulla torta di compleanno. “L’Italia non è un Paese in presa al risentimento, io conosco un’Italia della solidarietà, generoso – ha dichiarato Mattarella – i problemi ci sono, ma possono essere superati, soprattutto con l’impegno di chi occupa i posti più alti ai vertici della Repubblica”. E per questo in seguito il Presidente è andato a sottolineare l’importanza delle imminenti elezioni politiche del , citando il principio massimo della sovranità popolare: “Andremo a votare con una nuove legge elettorale approvata dal Parlamento e omogenea nelle due Camere. Come sempre, le elezioni sono una pagina bianca: a scriverla saranno prima gli elettori poi i partiti e il Parlamento”.

E se quest’anno i ragazzi nati nel 1999 parteciperanno per la prima volta al voto, esattamente 100 anni fa chi compieva 18 anni veniva mandato in guerra nelle trincee. “Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni sono protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo. Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare”.

Poi ha aggiunto: “Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà. La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro”.

Non può quindi mancare l’appello ai partiti politici che devono necessariamente impegnarsi per salvaguardare il futuro delle vecchie e soprattutto nuove generazioni, aggiornandosi costantemente sulle novità, “guidando i processi di mutamento per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”.

Il discorso si conclude con il ricordo delle vittime delle tragedie dell’anno passato – e non solo – e un messaggio di speranza e ottimismo a tutti i cittadini: “Si è parlato di un’Italia quasi preda del risentimento, io invece conosco un Paese generoso e solidale. I problemi che abbiamo sono superabili: ognuno deve fare la sua parte, specialmente chi riveste un ruolo particolare”.

Sofia Airoldi

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