DI MAIO A CONFCOMMERCIO: L’IVA NON AUMENTERA’

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli all’Assemblea annuale ha ammonito “Sull’IVA non si tratta e non si baratta!”

Il neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha partecipato all’Assemblea annuale di Confcommercio e ha cercato di rassicurare gli imprenditori del settore. 

CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA. 

“Avete la mia parola qui a Confcommercio che l’Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate” ha esordito Di Maio. Una notizia di certo rassicurante per le imprese che temevano l’aumento del’IVA nella prossima legge di stabilità. 

 SPESOMETRO. 

Un’ulteriore buona notizia è l’abolizione dello spesometro e del redditometro, strumenti rafforzati dal governo Renzi che, ancora una volta, soffocano le piccole realtà imprenditoriali.  “Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro e inseriremo l’inversione dell’onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario”, ha affermato ancora Di Maio, sottolineando che strumenti come lo spesometro hanno “reso schiavi quelli che producono valore”. “Noi – ha aggiunto – incroceremo tutti i dati della P.A.” per dimostrare l’evasione.

SALARIO MINIMO.

Secondo Di Maio, “per tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione. Il lavoro nobilita l’uomo fino a che ti dà la soddisfazione di arrivare a fine mese”.

EUROPA.

Come ribadito da Matteo Salvini nei giorni scorsi, nel contratto di governo non c’è l’uscita dall’Euro. Nonostante sia un argomento che attiri molto la popolazione medio – bassa, non è di certo un cavallo di battaglia per quelle imprese, soprattutto al Nord, che esportano all’estero (e che sono una parte della base elettorale della Lega). Di Maio ha anche lui tuttavia ribadito “Ci teniamo alla tenuta dei conti. Se vogliamo bene all’Italia, e noi le vogliamo bene, se vogliamo portare avanti progetti economici dobbiamo contrattare con Europa le condizioni che l’Italia non può più sostenere, dicendo anche dei no”.

Infine una battuta che ha il sapore liberale stile berlusconiano “La ricetta per fare decollare le imprese che creano lavoro, sviluppo, nuove tecnologie nella loro crescita è lasciarle in pace”. Vero, ora aspettiamo i fatti e tutti dovrebbero sperare – e non “gufare” (come Renzi ci insegna) – che questo governo riesca ad alleggerire il peso fiscale e burocratico che un’impresa deve sopportare. 

Simone Tavola,
Redazione Milano.

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