Ddl anticorruzione, prescrizione anche nel titolo dellʼemendamento | Salvini: Sì alla riforma, ma no processi infiniti.

La modifica serve ad evitare che il provvedimento venga dichiarato inammissibile. Mezza apertura del ministro dellʼInterno. Fonti del governo: “Eʼ necessario un vertice tra i leader politici”.

5 NOVEMBRE – TGCOM24

I relatori del ddl anticorruzione, Francesca Businarolo e Francesco Forciniti del M5s, hanno ritirato l’emendamento sulla prescrizione e ne hanno presentato uno identico che non fa altro che integrare il titolo del provvedimento per superare la presunta estraneità dal testo della materia, evitando che venisse dichiarato inammissibile. Salvini: “La riforma della giustizia, e anche della prescrizione, è nel contratto di governo ma no processi infiniti”.

In merito alla prescrizione, le posizioni di M5s e Lega restano distanti e quindi è necessaria un’interlocuzione a livello politico superiore. E’ quanto si apprende da fonti di governo M5s, che sottolineano come sull’emendamento il Movimento voglia proseguire sulla sua strada e non intende rinviarlo ad altri provvedimenti. La prova è in quanto accaduto nelle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali della Camera chiamate a decidere sull’ammissibilità dell’emendamento “incriminato”, quello cioè che prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado a prescindere che la sentenza sia di assoluzione o condanna.

Salvini: “La riforma è una priorità della Lega” – La riforma diventerà realtà: mettere in galera mafiosi e corrotti è una priorità della Lega. L’importante è farle bene queste riforme, evitando che i processi durino all’infinito anche per gli innocenti, altrimenti e’ una sconfitta per tutti”, ha commentato Salvini.

“Necessaria una riunione tra i leader” – Nel pomeriggio si è tenuta una riunione al ministero della Giustizia sul ddl anticorruzione, prima dell’inizio dei lavori della commissione, tra il Guardasigilli Alfonso Bonafede e i parlamentari M5s-Lega. Secondo fonti di governo 5 Stelle, le posizioni restano distanti e quindi è necessaria un’interlocuzione a livello politico superiore. Il Movimento tiene il punto e non intende rinviarlo ad altri provvedimenti.

I relatori, dopo aver ritirato il primo provvedimento, ne hanno presentato uno praticamente identico ma con una piccola modifica. Nel secondo capoverso si legge infatti “conseguentemente al titolo del ddl dopo le parole pubblica amministrazione inserire le seguenti: nonché in materia di prescrizione del reato”. Di fatto, si tratta di un escamotage che consente proprio di superare il primo scoglio: quello dell’inammissibilità. Segno che il M5s ha intenzione di portare avanti la sua battaglia.

La Lega resta però critica, come dimostrano le parole del capogruppo della Lega in commissione Affari costituzionali, Igor Iezzi: “Abbiamo fatto una discussione con M5s sui 12 articoli del ddl, c’è la possibilità di un accordo ma rimane il dissenso sul famoso emendamento sulla prescrizione”.

Il Carroccio ha presentato al testo una trentina di emendamenti (8 soppressivi di altrettanti articoli): “Abbiamo iniziato a lavorare oggi. Dai primi confronti secondo me riusciamo a raggiungere un accordo e allora ritiriamo quelli soppressivi”. Ma sulla prescrizione la chiusura è totale: “Serve una legge ad hoc, si può fare anche subito ma non si può ottenere la riforma con un emendamento di tre righe. I relatori ne hanno presentato uno nuovo identico al precedente che cambia il titolo della legge. Non è la soluzione”.

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