DAVID PARENZO, SPOCCHIOSO COMUNISTA COL PORTAFOGLIO A DESTRA

di Stefano Bini

Appena senti parlare David Parenzo, la prima cosa che ti viene in mente non è certo che sia simpatico o professionale, ma anzi la spocchia e la boria che usa nell’esprimersi danno non poco fastidio; ma non fastidio come vorrebbe lui, cioè per farsi notare e apparire a tutti i costi, ma antipatia pura. Ogni volta che esprime un concetto, mette insieme un’accozzaglia d’idee che alla fine ti vien da dire “ma questo, che cazzo ha detto?”; spesso prende posizioni per partito preso, senza rendersi conto di apparire ridicolo, nonché idiota, agli occhi dell’ascoltatore. Il buon Parenzo, raggiunge l’apice quando fa la morale politica a quelli di centrodestra su vari temi, spesso ritrovandosi ad apparire più fascista dei fascisti; ecco, questi sono i nuovi comunisti: radical chic, moralizzatori e pure un po’ sfigati.

Se non fosse per il ruolo di spalla di Giuseppe Cruciani in radio e di Luca Telese in tv, nessuno oggettivamente se lo filerebbe, tanto è il nulla che esprime; ovvio, la lobby ebrea lo aiuterebbe in qualsiasi caso, ma ciò non toglie che la sua figura in entrambi i mezzi sia senza senso o non aggiunga quel qualcosa in più. Ce la mette tutta per seguire Cruciani, ma non ce la fa; crea l’impossibile per tener testa a Telese e farsi notare in camera, ma il Signor Berlinguer in video è un cavallo di razza.

Non so che sia la faccia antipatica o la voce insopportabile, fatto sta che non si capisce come mai David Parenzo sia in quei ruoli, nonostante stia antipatico a molti e sia una spalla mediocre; lui non divide, perché le persone che lo fanno suscitano per lo meno curiosità, e nel suo caso non c’è neppure quella. Riflettendo, sia l’ottimo Cruciani che il bravo Telese, e rispettivi programmi, potrebbero benissimo fare a meno di lui.

Ah, gli interessi malsani a tutti a costi!

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