Da Fernando a Silvio, la bella dinastia degli impresari Capecchi

di Stefano Bini

Chi mi conosce, sa quanto sono entusiasta della vita, un po’ per il cancro avuto a 22 anni, un po’ per la fede e un po’ perché mi piace il sorriso stampato sulla faccia della gente, compresa sulla mia.

Dopo anni di gavetta in importanti testate, per le quali scrivo tutt’ora, questo giornale mi dà l’opportunità di avere un blog personale, dedicato a me (non a caso #dimaleinbini), dove posso scrivere con rispetto ciò che voglio; e finalmente scrivo con fierezza: DA QUANDO FACCIO IL MESTIERE DELL’AUTORE E DEL CONDUTTORE, HO SEMPRE SOGNATO DI ENTRARE NELLA SCUDERIA DI FERNANDO E SILVIO E CAPECCHI. CI SONO RIUSCITO, ED È PROPRIO COME MI ASPETTAVO!

Annunciato questo, vi spiego perché. Ho lavorato con Lucio Presta per Rai1, circa due anni fa incontrai più volte Beppe Caschetto per fare da autore e inviato speciale nell’ipotetica (e mai realizzata) seconda parte di Domenica In in quota Massimo Giletti, non sono mancati i meeting con un altro pezzo da novanta come Aldo Marangoni. Tutti bravissimi manager, che mi hanno dato fiducia e che ho avuto il privilegio di conoscere oltre la professione; ma io volevo lavorare con i Capecchi, perché toscanacci come me, perché impresari e non solo manager, perché prima ti costruiscono, ti consigliano e poi ti rappresentano, perché gran professionisti di basso profilo, cioè tutto quello di cui ha bisogno un 33enne con tanta gavetta alle spalle e che sente la necessità di fare il salto di qualità per emergere seriamente. E ripeto seriamente, non perché agogna la telecamera. Chi lo fa, è semplicemente una puttana dello spettacolo, donne o uomini che siano, perché il lavoro della tv ha responsabilità, oneri, serve preparazione e non poca umiltà. Ultimamente un po’ latitanti…..

Dopo esserci annusati per mail e telefono, un amico comune finalmente ci presenta. Nell’immediato, ho pensato che sarei stato l’ennesima segnalazione, ma subito dopo ho riflettuto che dovevo uscire vincente da quell’incontro; sapete i classici meeting dove, o va oppure ci resti male per mesi? Quello. Determinazione, passione per il mestiere, creatività alle stelle, attaccamento ad un eventuale team, il mio sostanzioso passato tra giornali e tv, credo siano stati il mio lasciapassare per entrare nel cuore di due meravigliose persone come Nando e Silvio. Incontri con direttori, artisti, progetti tv a stretto giro, ma soprattutto fiducia reciproca, sono gli ingredienti che hanno reso la nostra collaborazione vera, concreta, mi sento di scrivere a tratti “fraterna”.

Un giorno Silvio, davanti ad un importante dirigente, dice: «È soprattutto Nando che ti ha voluto fortemente»; conoscendo ormai bene Capecchi Junior non ho pensato neanche per un istante che lui non mi volesse e che sono entrato nel mondo Vegastar solo perché mi ha voluto Capecchi Senior, ma anzi mi è salito un senso d’orgoglio tale che la pressione è salita alle stelle. Questo è stato il mio ragionamento: Nando, lo stesso che ha scoperto tra gli altri Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Zucchero e Giorgio Panariello, ha fiducia in me. NANDO CAPECCHI HA FIDUCIA IN ME! Un sogno, un orgoglio, una valanga di autostima, di cui i giovani d’oggi hanno tanto bisogno. Sì, sono stato fortunato ad averlo incontrato! Forse per la tv di Stato non è un momento tra i più fortunati, ma creatività e idee la salveranno. Nel mio piccolo, sono qua per questo.

Che dire di Silvio? Semplicemente una persona buona, sa dare ottimi consigli perché conosce bene il mestiere, mi riporta con i piedi per terra quando tento di strabordare, mi sta dietro come se fossi un pezzo grosso della scuderia, chiede come sto dopo pochi giorni che non mi sente. Io, tutto questo lo chiamo professionalità e fratellanza! Perché Silvio lo vedo come un punto di riferimento lavorativo ma anche come un fratello maggiore, vista la poca distanza d’età; non so se gli abbia mai detto della questione “fratello maggiore”, al contrario lo leggerà qua per prima volta. Non ho bisogno di dirgli che gli voglio un gran bene, certe cose si dimostrano anche con uno sguardo, un gesto, una semplice chiamata.

Dallo spettatore agli addetti ai lavori, dai giornalista ai blogger, tutti sanno quanta invidia, situazioni strane e delicati equilibri ci siano all’interno del mondo dello show business; l’ho provato in prima persona, quindi lo scrivo con cognizione di causa. Questo preambolo per dire che sono un persona che non porta rancori, che s’incazza ma dopo poco porge l’altra guancia, che prima di litigare spiega all’altra persona dove sbaglia, che sa chiedere scusa; la stessa onestà, basso profilo e cura, li ho riscontrati in Nando e Silvio, che oltre ad essere due numeri uno del panorama artistico, sono indiscutibilmente due gran belle persone.

In alcune occasioni, ho avuto modo di vedere anche come lavorano i loro collaboratori, con che passione e precisione seguono gli artisti, con che cura maniacale li assistono; sintomo del fatto che alla Vegastar si respira ancora un’aria sana, genuina e si crede fermamente in ciò che si fa.

Evviva noi, evviva il #teamcapecchi!

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