COVID-19: A NEVERENDING STORY

di Martina Biassoni

Mercoledì 1 aprile 2020, Antonio Corcione ospita a Radio Informazione Libera il Professor Fabrizio Preglisasco, impegnato in prima linea all’ospedale San Raffaele di Milano, il nostro editore Massimiliano Buonocore, l’Avvocato Carlo Taormina ed i sindaci di Volvera, Ivan Marusich, e di Messina, Cateno De Luca. 

Ovviamente la trasmissione è a tema COVID-19, ed insieme all’infinita gratitudine dimostrata al professore e a tutti i suoi colleghi per il loro operato in prima linea e per il modo in cui stanno mettendo in pericolo ogni secondo la propria vita per salvarne molte altre, è presente un clima di rammarico, delusione ed insoddisfazione nei confronti di come questa situazione è stata gestita all’inizio, prima del lockdown, e anche per come Conte stia prendendo delle misure necessarie, dimostrandosi però poco presente aldilà delle dirette facebook per informarci dei nuovi Dpcm e la sua “saga delle autocertificazioni”, piú lunga della serie di sex & the city. 

La diretta inizia con l’avvocato Taormina che chiede in modo molto pungente al Prof. Pregliasco come mai ci siamo trovati in questa situazione nonostante avessimo davanti l’esempio cinese, in tutta la sua disastrosità e, dunque, se la potenza e la portata di diffusione del virus siano state sottovalutate.  

“Si, inizialmente ci si aspettava che questa situazione fosse diffusa soltanto in Cina, non da molto tempo,  e che gli asintomatici, come nel caso della SARS, non potessero esserne veicolo di diffusione. La situazione è stata sicuramente sottovalutata fino a che non è stato trovato, in Italia, quello che si pensava essere il paziente 1 – procede Pregliasco – che col senno di poi, ci siamo resi conto non essere il paziente 1 perché il virus era già diffuso, avendo dato luogo già a molti casi. Sicuramente le azioni politiche devono essere fatte con cognizione di causa, non si può bloccare tutto un paese di punto in bianco, si cerca di evitare un collasso economico e commerciale, finché possibile” 

Allora Taormina di nuovo chiede: “tutti questi morti e contagi si sarebbero potuti evitare chiudendo tutto da febbraio/fine gennaio? I virologi e la comunità medica erano al corrente di questa necessità già allora e sono stati in qualche modo scavalcati dal governo?” Anche Massimiliano Buonocore si trova d’accordo con Taormia, e da sempre incolpa questo governo d’essere distaccato rispetto a quanto sta accadendo nel nostro paese, rispetto al modo in cui vengono gestite le cose e ai fondi stanziati per salvaguardare la salute delle PMI che si troveranno costrette a chiudere per far fronte ai debiti e pagamenti che, a causa di questa chiusura forzata, non possono effettuare. 

Alla domanda di Taormina, Pregliasco risponde con un vago “non me la sento di sbilanciarmi, so solo che continua a morire gente e che non abbiamo più spazio in cui mettere le salme, dobbiamo arrangiarci con sistemazioni d’emergenza nelle cappelle degli ospedali -e continua-  chiediamo a tutti i cittadini di sforzarsi, di stare chiusi in casa e di non mollare ora, se sono stanchi loro di stare chiusi in luoghi confortevoli, figurarsi quanto stremati siamo noi”

La conversazione si sposta poi sul sindaco di Messina, il quale è “accusato” d’aver chiuso il porto e le entrate dallo Stretto e d’aver invaso la privacy dei suoi concittadini pretendendo di sapere quali fossero i contagiati così da poter agire a favore d’un isolamento attivo di tutti coloro i quali sono entrati a contatto con i positivi per evitare un collasso totale delle strutture ospedaliere ed il dilagare dei contagi, mettendo anche a disposizione una struttura sicura in cui i cittadini possono essere isolati, se non hanno possibilità di farlo a casa loro. 

Insomma, i sindaci che si battono e sbattono per trovare il modo di contenere il più possibile il virus, correndo e contattando le asl, intervenendo il più possibile in modo da favorire un ritorno alla normalità velocemente ci sono, e – a volte- si trovano davanti a scelte che vanno anche contro i Dcpm, come ad esempio l’ultimo, quello del 31/03 in cui si dà la possibilità di portare i bambini fuori per 1h al giorno. 

Lo stesso vale per il sindaco di Volvera, il quale oltre ad intervenire pro-attivamente e mediare perfettamente la comunicazione cittadini-Istituzioni, si è ritrovato anche addosso il compito di far ritrovare un sentore di normalità ad una comunità che iniziava a sentirsi divisa. Quindi, conversione degli uffici pubblici, dirette facebook, servizi spesa per i cittadini anziani, lezioni online, spunti di riflessione culturale e sportiva ogni giorno per 5 ore servono a far sentire la presenza del Comune e la vicinanza del Sindaco e della Giunta a tutti i concittadini, i quali si sentono più sicuri, compresi, tutelati e ascoltati. 

Insomma, dicendola con le parole di Marusich “più ascolto e meno polemiche. Adesso è il momento di agire per non abbandonare nessuna fascia di popolazione, per tornare alle nostre attività routinarie il prima possibile, riassaporandole e riscoprendone la vera bellezza”. 

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Un pensiero riguardo “COVID-19: A NEVERENDING STORY

  • 3 Aprile 2020 in 13:25
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    Salve, io lo avevo già seguito in diretta, e devo dire che, si, mi è piaciuto ciò che è stato fatto dai sindaci. Il sindaco Ivan, di volvera che ci aggiorna costantemente di ciò che accade, e del sindaco di messina De Luca che ha lottato con tutte le sue forze, bloccando l’ingresso al porto, anche se adesso dovrà giustificare il suo “gesto coraggioso e doveroro” con chi di dovere. Io sono col lui, lo ha fatto x tutelare i suoi concittadini. Buon lavoro.. CE LA FAREMO !!

I commenti sono chiusi.