Cosa ci insegna Malefica?

di Stefano Sannino


Non molto tempo fa, nelle sale cinematografiche ha visto i suoi natali “Maleficent 2 – Regina del Male”, film sequel della notissima pellicola con Angelina Jolie “Maleficent”. Questi film, creati per raccontare la storia della Bella Addormentata da un punto di vista diverso, ovvero quello della Strega cattiva, possono farci riflettere parecchio su come, guardando una storia da un altro punto di vista, questa posso cambiare radicalmente aspetto.

Ce la ricordiamo tutti Malefica, l’eterna antagonista di Aurora, che fece un maleficio alla piccola principessa affinché questa, pungendosi con un arcolaio incantato, cadesse in un sonno eterno. Però, se nella fiaba che tutti ci hanno raccontato da bambini, Aurora riusciva a risvegliarsi con il bacio del vero amore datole dal Principe Filippo, nel film “Maleficent” questo bacio le viene dato da Malefica stessa, la quale pentitasi dell’incantesimo fatto, si affeziona alla bambina dal momento in cui questa viene portata nei boschi per scampare ad ogni possibile arcolaio fino al suo 18esimo anno di età. Malefica, vede Aurora crescere e diventa la sua Fata Madrina, proteggendola dai pericoli e innamorandosi, in un certo senso, di lei.

Ecco allora che in questa storia, quello è interessante notare, è proprio il ruolo che un personaggio cattivo ricopre: quella che nella storia classica era sempre stata una strega spietata e crudele nei film è un personaggio complesso, malvagio sì, ma la cui malvagità è giustificata dai terribili avvenimenti che l’hanno vista protagonista in gioventù.

Male e Bene dunque, diventano interscambiabili a seconda della prospettiva adottata per guardare la storia. Nella fiaba Malefica è il Male, ma nei film Malefica è il malvagio buono che combatte contro gli umani che vengono invece descritti come assolutamente malvagi, in quanto corrotti e capaci di azioni terribili pur di tenersi il potere.

Il più grande insegnamento di Maleficent, non è la classica morale fiabesca in cui l’amore trionfa su tutto, ma piuttosto è proprio questa indefinizione perenne tra due categorie che noi siamo sempre stati abituati a vedere come fisse: Bene e Male.

Il Bene e il Male, non possono essere letti come aspetti universali e dicotomici, ovvero nettamente separati l’uno dall’altro, ma sono invece esattamente come descritti nelle grandi speculazioni teosofiche Cabalistiche: uniti, legati, interscambiabili e speculari.

Il Bene, senza il Male, non sarebbe di per sé sostanziato e così il Male nei confronti del Bene. Leggere la realtà in modo così fisso e statico, come abbiamo sempre fatto (complici anche le fiabe che ci hanno raccontato da bambini) è deleterio, perché ci obbliga ad inserire persone, fatti, eventi, avvenimenti, in una di queste due macrocategorie. Ma esistono nella vita delle zone grigie, delle sfumature di colore che stanno a metà tra il Buono ed il Malvagio e l’essere umano è proprio una di queste sfumature. Nessuno è completamente Buono, nessuno è completamente Malvagio, ma siamo tutti a cavallo tra questi due Prìncipi. Se cominciamo a leggere la vita in questo modo, ci renderemo conto che dipende tutto da noi: solo noi possiamo guardare un evento da una prospettiva diversa, rendendoci conto che la luce può celarsi anche dietro la Malvagità più nera.

E questo è esattamente ciò che ci insegna Malefica.


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