CONTRORDINE: TORNA IL PATROCINIO CONTRO LA PEDOFILIA. Solo pochi giorni fa revocato da Regione Lombardia

Colpo di scena: dopo la revoca del patrocinio gratuito all’iniziativa “Un calcio alla pedofilia”, ieri il Consiglio Regionale Lombardo ha annullato la revoca e riconfermato il patrocinio.  Il motivo di scontro era stato il coinvolgimento del gruppo politico di destra Lealtà Azione, che ha organizzato l’iniziativa in collaborazione con l’associazione “La caramella buona”, presenza storica nella lotta alla violenza sui minori e con riconoscimenti da tutte le istituzioni statali.

Il Consiglio ha motivato così la sua retromarcia: “Alla luce della relazione e della documentazione fornite dagli uffici, nonché delle precisazioni dell’Associazione la Caramella buona onlus, che si è assunta la piena responsabilità dell’evento “Un calcio alla pedofilia in difesa dei nostri bambini”, ha ritenuto a maggioranza (con voto contrario dei due componenti del PD e di M5S) che permangono le condizioni per confermare il patrocinio gratuito deliberato lo scorso 19 maggio”.

Quindi di nuovo amici. La retromarcia è stata dovuta dalle molte proteste sollevatesi ieri contro questa revoca. Attacchi arrivati dalla stessa maggioranza che governa la Regione, ossia da esponenti di Forza Italia e addirittura della stessa Lega. Sembrava assurdo che un’iniziativa benefica non potesse trovare il patrocinio del Consiglio Regionale solo perché appoggiata da un gruppo di destra, all’interno di una maggioranza politica di centrodestra.

Tutto però è tornato alla normalità, e l’associazione “La caramella buona” potrà tenere la settima edizione di “Un calcio alla pedofilia”, torneo di calcio a scopo, appunto, benefico. Non tutti però sono stati contenti di questo voltafaccia, come il PD: “Ora il passo indietro dei componenti di maggioranza dell’Ufficio di presidenza è ingiustificabile e inaccettabile – affermano Sara Valmaggi e Roberto Casilino, i due componenti democratici dell’ufficio di presidenza – L’associazione “La caramella buona ONLUS” ha presentato una richiesta omissiva e menzognera, nascondendo consapevolmente i veri organizzatori dell’iniziativa: Lealtà e Azione, Bran.co e ASI e oltretutto ha diffuso materiali in cui non è neppure indicato il luogo dell’iniziativa, quasi fosse clandestino. Si tratta di fatti di per sé sufficienti a rendere nullo il patrocinio. Irricevibile nella forma, la decisione di oggi lo è ancor di più nella sostanza”.

Non manca il punto politico: “Evidentemente – concludono Valmaggi e Casalino – la fragilissima maggioranza che regge la Regione ha bisogno, per sopravvivere, di piegarsi anche ai più miserevoli ricatti delle frange più estreme, che non hanno alcuna vergogna a difendere apertamente un’iniziativa di chiaro stampo fascista. A noi resta l’orgoglio di aver agito a tutela della dignità dell’istituzione. Abbiamo fatto quanto possibile per tenere lontano, una volta svelato l’inganno, un gruppo antidemocratico. Di questo alla maggioranza evidentemente non importa nulla”.

Tale veemenza non sembra condivisa da altri esponenti del PD, che nelle passate edizioni dell’iniziativa hanno addirittura partecipato. In ogni caso, il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo (Ncd) non è intenzionato a far passare questa versione del PD: “Non c’è mai stato nessun passo indietro perché non c’è mai stata nessuna revoca: l’Ufficio di Presidenza ha confermato stasera una decisione che già era stata assunta all’unanimità perché, come evidenziato dagli Uffici regionali, non sussistono presupposti per la revoca. Tutto il resto sono becere strumentalizzazioni politiche che fanno sorgere il dubbio che a qualcuno dispiaccia un’iniziativa contro la pedofilia solo perché non è stata organizzata dai ‘compagniucci’ suoi” così Raffaele Cattaneo.

La trama è degna di una soap opera, anche se qui è tutto vero. Sembrerebbe essere stato solo un pasticcio e non un incidente politico, ma è curioso comunque che certe decisioni a quei vertici vengano prese con tanta leggerezza.

Gabriele Legramandi

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