CONTESTATORI E FACINOROSI AGGREDISCONO LA MELONI E SALVINI. Allora, chi semina odio?

di Abbatino

Grosseto e Pontassieve, due piazze diverse due situazioni diverse. A Grosseto durante il comizio di Giorgia Meloni un gruppetto di estremisti si stacca da un’altra manifestazione dell’ANPI e seminano il panico mentre sul palco Giorgia Meloni sta facendo il suo comizio. A Pontassieve una signora congolese mette le mani addosso a Salvini mentre passeggia tranquillamente, strappandogli la camicia e la collanina. Due episodi che fanno riflettere su quanto sia sentita la campagna elettorale odierna in Toscana, ma anche in generale. L’aumento di questi episodi segna uno spartiacque, nella campagna elettorale che si stava svolgendo in maniera pacata. Al solito, piazze piene per il centro destra e scarsa affluenza per il PD e i suoi leaders. Quindi per non perdere occasione di visibilità qualcuno si è inventato fenomeni come appunto le sardine che hanno l’unico obiettivo di radunare nelle piazze entità eterogenee in funzione anti qualcosa, anti Meloni anti Salvini anti destra. È evidente che sotto i suoi simboli il PD non è accattivante. E la destra al contrario vola sulle ali dell’entusiasmo. Su queste basi nasce la demenziale idea di andare a contestare le manifestazioni altrui, con episodi come quelli citati che di politico hanno poco, ma tanto hanno di stupido. Maledizioni e contestazioni a parte, chi non ha idee proprie va a contestare idee altrui, non avendo alcun modo di farsi ascoltare, considerate le piazze vuote della sinistra degli ultimi tempi. L’assenza di leader genera “mostriciattoli” che non trovano meglio da fare che aggredire verbalmente e fisicamente l’avversario, pensando di fare una bella figura. In realtà resta tutto come prima, come se nulla fosse poiché non è contestando gli altri che convinci qualcuno sulla bontà delle tue idee.

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