Confusione a 5 stelle

Il percorso del ddl Cirinnà, in discussione in questi giorni, sembra essere piuttosto accidentato. A peggiorare le cose ci ha pensato il Movimento 5 Stelle, sempre imprevedibile, che ha votato contro il cosiddetto “emendamento canguro” che avrebbe ridotto drasticamente il numero di emendamenti al ddl, snellendo la discussione. Per ostacolare il ddl, infatti, vari parlamentari hanno presentato migliaia di emendamenti (circa seimila) che dovranno essere votati, rallentando tutto. Con l’emendamento canguro sarebbero stati eliminati gli emendamenti tra loro simili, accorpandoli e permettendo un voto più agile e veloce. Ovviamente i detrattori del ddl Cirinnà erano contrari al canguro. Ma che ci si mettessero anche i grillini, non ce lo aspettavamo.

I senatori del Movimento 5 Stelle hanno votato no, impedendo così lo sfoltimento degli emendamenti. Quali siano le vere ragioni del no, risulta però oscuro.

Che non si possa parlare di difesa della democrazia, credo sia piuttosto chiaro. Il canguro avrebbe solo accorpato gli emendamenti tra loro simili, permettendo un solo voto su ogni argomentazione invece che decine di voti. Nessuna idea od opinione sarebbe però stata eliminata. Si sarebbe trattato, insomma, di un provvedimento puramente “burocratico” e non di una mossa incostituzionale e antidemocratica come vorrebbero far credere i grillini.

Lo scopo del Movimento 5 Stelle non sarebbe, a detta loro, l’affossamento del ddl Cirinnà. I senatori grillini, per il tramite di Alberto Airola, hanno dichiarato di volere fortemente la legge sulle unioni civili. Eppure, nonostante ciò, hanno pensato di rendere il percorso per ottenerla più lungo, accidentato e farraginoso, mettendo a rischio la sua stessa approvazione (già dubbia).

Se la motivazione addotta è quella reale, allora ci troviamo davanti a un gruppo parlamentare i cui membri non sanno comprendere la differenza tra un provvedimento procedurale e burocratico e un “attacco alla democrazia”, una confusione pericolosa, se si è membri di un’istituzione importante come il parlamento, perché si rischia di renderne l’azione lenta e inefficace. Dobbiamo quindi pensare che i senatori a 5 stelle siano persone confuse e ignoranti?

Io non credo. Ma se non sono tali, allora dobbiamo chiederci la vera ragione del no. E il sospetto è che il Movimento 5 Stelle volesse mettere i bastoni nelle ruote a Renzi, dimostrando quanto la sua maggioranza sia delicata e fragile.

Se così fosse ci troveremmo davanti a un movimento che continua a definirsi come nuovo e differente dai partiti, ma che non esita a rischiare di mandare all’aria una cosa importante per milioni di persone come le unioni civili solo per mettere in difficoltà l’avversario e perpetrare i propri giochi di potere, in pieno stile “prima repubblica”. E questo sarebbe davvero deludente.

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe porre un po’ di ordine nel modo di agire, cercando di ottenere ciò che ritengono giusto, piuttosto che agire sempre e solo per farsi vedere indipendenti e “puri”. Con questo loro distacco pseudo-aristocratico, che li porta a non appoggiare gli altri partiti e a non allearsi con nessuno, rimarranno senza dubbio “immacolati”, ma non otterranno nulla. E affossando gli altrui provvedimenti solo per rimarcare la loro distanza e il loro ruolo da oppositori duri e puri non si comportano tanto diversamente da quei partiti che tanto disprezzano. Insomma, cari parlamentari a 5 Stelle, è ora di diventare adulti, perché questo comportamento infantile non potrà sicuramente portar bene al paese e al popolo italiano.

Enrico Proserpio

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