Come i negozi dovrebbero esporre i prodotti

di Stefano Sannino

Quando si parla di vendite di abbigliamento, l’esposizione e la presentazione dei prodotti sono due concetti fondamentali che aiutano il cliente a comprendere l’immagine del brand dal quale sta acquistando. Ecco perché, tutti noi, nei negozi assistiamo a tanti tipi di presentazioni diverse dalle più minimal a quelle più complesse o caotiche, a seconda di quale sia il target di riferimento del negozio.

Per esempio, nelle boutique dei grandi marchi o dei marchi storici, i prodotti esposti sono pochi, ben diversificati e solitamente vi è un solo campione per ogni prodotto, mentre – al contrario – nei negozi che si rivolgono ad una clientela più ampia, i prodotti sono in numero maggiore ed il cliente può trovare diverse taglie per ogni singolo prodotto esposto.
Quantità dei prodotti e delle taglie disponibili non sono però gli unici criteri che vengono utilizzati quando si tratta di scegliere il tipo di esposizione adatta al proprio brand: influiscono infatti anche l’altezza a cui è posto il prodotto, la tipologia di scaffale su cui il prodotto è presentato e più in generale tutto l’arredamento del negozio che deve combaciare con l’identità del brand.

Per esempio i prodotti posti ad una altezza compresa tra i 70 ed i 180cm sono quelli più facili da raggiungere e sono dunque quelli che tendenzialmente si desidera vendere; quelli posti tra i 180 ed i 240cm sono i prodotti che vengono usati per lanciare un messaggio, difficili da raggiungere per il cliente, ma facili da vedere; infine, i prodotti posti in basso, ovvero sotto i 70cm sono solitamente gli invenduti dei vecchi stock, che vengono posti ad una altezza relativamente semplice da raggiungere, ma che non hanno però priorità di vendita essendo solitamente scontati o di vecchie collezioni.

Se i vestiti sono esposti su un espositore di abbigliamento, li troveremo assortiti tendenzialmente in tre macro-categorie: per tipologia (troveremo prima esposti i pezzi di abbigliamento superiore come top, magliette e camice e poi quelli inferiori, come pantaloni, leggins etc), per colore o per abbinamento, con il quale il brand espone una serie di outfit completi. Se però, al contrario, i capi non sono esposti sugli appositi espositori, li troveremo probabilmente su delle isole o su degli scaffali. In questo caso, il brand, può decidere di esporli a scacchiera, con pattern ripetitivo (mostrando lo stesso prodotto ripetutamente) o con pattern diagonale (mostrando i prodotti sullo scaffale in linee diagonali).

Ma perché è tanto importante comprendere queste modalità di esposizione?
Per quanto riguarda i clienti, a dire la verità, questi tecnicismi non influiscono molto sulle loro modalità di acquisto, ma per i proprietari di negozi di abbigliamento o di brand, queste sono le strategie più diffuse per attirare l’attenzione dei loro clienti ed invogliarli all’acquisto con degli escamotage visivi che li persuadono a scegliere esattamente il prodotto che il brand vuole vendere.

Non è un caso se troviamo una giacca di una nuova collezione esattamente all’altezza dei nostri occhi, così come non è un caso che le vecchie collezioni sono sempre ad altezze inferiori ed in posti più nascosti. Riuscire a dirigere l’attenzione del cliente, non solo permette la vendita degli ultimi prodotti arrivati in boutique, ma aiuta anche il brand a dare esattamente l’immagine che vuole dare di sé agli altri: un negozio è un luogo in cui niente è lasciato al caso, riprova che nel mondo della moda nulla è caotico o confusionario, ma tutto è studiato e diversificato a seconda del target a cui ci si rivolge.

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