Cinque poesie intramontabili sull’autunno

di Sara Matteucci

Questa settimana omaggiamo la stagione autunnale con un ciclo di poesie, versi intramontabili che richiamano i nostri ricordi più reconditi. Alcune di queste composizioni poetiche ci hanno tenuto compagnia sui banchi di scuola, altre le abbiamo apprezzate con uno sguardo malinconico allo specchio della vita che a volte rammenta il tempo andar via.

Il foliage d’autunno declina di colori la nostra terra e non possiamo far altro che abbandonarci al mutamento, cingere la quercia secolare delle nostre certezze e farci travolgere dal vento tiepido di queste miti giornate.
Dietro di noi i fulgidi attimi colorati dell’estate si raggruppano in una coperta di ricordi pronta a tener caldo il nostro cuor. Lentamente l’aria fresca ci sveglia dal torpore. Ancor bagnati di felicità camminiamo infreddoliti in un viale colmo di foglie appena cadute.

L’anello di congiunzione tra estate e inverno quest’anno non ha tardato ad arrivare. Un ottobre vittima di un’estremizzazione climatica, teoria secondo la quale l’incremento dell’effetto serra sarebbe responsabile di un aumento in frequenza e in intensità degli eventi meteorologici estremi, quali alluvioni, nubifragi, tempeste, intense ondate di freddo e di caldo.

Dallo Zibaldone di Leopardi

“Egli è pur vero che l’ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune, che i mezzi tempi non vi son piu’ […] “.

Siamo tristi complici inermi davanti ai cambiamenti climatici. La speranza è continuare a poter cantar d’autunno in autunno…

Veder cader le foglie

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.

Nazim Hikmet

Già la pioggia è con noi

Già la pioggia è con noi
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.
Ancora un giorno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno.

Salvatore Quasimodo


L’estate è finita

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

Mattino d’autunno

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

Federico Garcìa Lorca


Foglie gialle

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle
spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?

Trilussa

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3 pensieri riguardo “Cinque poesie intramontabili sull’autunno

  • 23 Ottobre 2020 in 18:20
    Permalink

    Amo l’autunno. Ho pubblicato un libro intero di poesie tutte sull’autunno.
    Grazie per questo bellissimo articolo!

  • 21 Ottobre 2020 in 17:41
    Permalink

    Complimenti Sara Matteucci ci hai riportato ai vecchi ricordi dei sussidiari che scandivano il nostro anno scolastico con il susseguirsi delle stagioni e delle loro poesie imparate a memoria. Bei tempi spensierati

  • 21 Ottobre 2020 in 16:55
    Permalink

    Articolo poetico quello scritto da Sara Matteucci, che evoca la sana retorica con la quale i nonni e le maestre facevano vivere dentro di noi le quattro stagioni stagioni , in questo caso il pallido autunno complimenti

I commenti sono chiusi.