Cesare Lanati: “Costruire, nelle varie sfumature del termine significa molto di più che mettere un mattone sopra l’altro”

Cesare Lanati è un costruttore lombardo molto conosciuto e non solo per i suoi progetti della sua Bell Holding, impresa che si occupa di realizzare immobili nel settore industriale direzionale e commerciale. E’ noto per il piglio sicuro, l’abito di alta sartoria, la puntualità. Inoltre, nel settore immobiliare oggi è uno dei poch a credere davvero nel suo Paese, l’Italia, di cui è e sarà sempre orgoglioso. Con Arena Media Star parla volentieri di stile più che di moda.“Costruire, nelle varie sfumature del termine significa molto di più che mettere un mattone sopra l’altro”.
Quanto conta lo stile nel suo lavoro?
Molto. Il cliente  finale  vuole   sempre il meglio, l’aspettativa si alza sempre di più: curare l’immagine di un prodotto che si sta trattando nel dettaglio è sicuramente importante.
Lo stile italiano si distingue anche per la capacità di dare una formula piacevole per l’occhio a tutto ciò che ha una funzione, un’utilità.
Cosa contraddistingue i suoi progetti dal punto di vista stilistico?
Lavoriamo su oggetti eterogenei: dal centro commerciale ai centri direzionali, risulta spesso difficile un trait d’union fatto solo di stile, sicuramente c’è un certo modo di fare di curare che ci contraddistingue nel modo di lavorare e che mantiene la coerenza e la connotazione che l’oggetto ha.
Quando decide di avviare un progetto che domande che si pone?
Mi chiedo quale si la finalità che immagino possa essere  rappresentata  da quello che vedo rispetto a quello che trovo. Inoltre una componente di istinto e cuore gioca sempre il suo ruolo nelle mie scelte.
In che percentuale l’istinto o la creatività incidono nelle sue scelte rispetto alla razionalità?
La partenza di qualunque progetto ha sicuramente una componente emozionale e di istinto. Nel mondo del business non si può prescindere da quella componente razionale e numerica che possa dare concretezza al progetto.
Tutto è bellissimo, stupendo per chi ha fantasia e stimolo dal lavoro ma se manca la sostenibilità di un progetto stesso, è normale che alla fine prevalga la componente razionale.

 

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