CASO GIADA GIUNTI: NUOVA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

di Giorgia Scataggia 

Una nuova interrogazione parlamentare è stata proposta dall’Onorevole Stefania Ascari (M5S) al ministro Bonafede sulla vicenda che vede protagonista Giada Giunti, mamma coraggio che è stata più volte ospite su Radio Critical Break.
Il suo caso è uno dei più eclatanti fra quelli raccontati da questa testata giornalistica.


UN RIASSUNTO

Mamma Giada lotta da anni per suo figlio, che è stato affidato in via esclusiva al padre, un uomo che presenta  “disturbo del pensiero e forme gravi di violenza” e che l’ha aggredita più volte anche in presenza del minore.
Vittima di un sistema simile a quello di Bibbiano, le sue manifestazioni volte alla sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla sua situazione familiare hanno fatto il giro del web e sono state al centro delle cronache giornalistiche degli ultimi mesi.
L’uomo è riuscito ad ottenere, dal Tribunale dei Minori, l’inserimento del figlio in una struttura solo in seguito ad una denuncia per abbandono di minore a carico della madre, successivamente archiviata. I giudici della Corte d’Appello hanno ugualmente disposto una perizia sulla capacità genitoriale e la consulente incaricata ha deciso di affidare la valutazione del profilo di Giada ad un’Associazione intestata a se stessa e che, come perito legale, presentava proprio l’avvocato al quale l’ex marito della donna si era rivolto. Il conflitto d’interesse appare evidente. Giada si è così ritrovata con il marchio di madre “simbiotica” ed il figlio è stato affidato in via esclusiva al padre. A nulla sono valse le numerose consulenze tecniche, sia d’ufficio che di parte, che hanno definito pericoloso e violento il profilo psicologico dell’uomo ed anche le richieste del figlio di poter tornare con la madre sono rimaste inascoltate.
Oltre al danno c’è la beffa: le denunce per violenza a carico dell’ex marito sono state giudicate infondate ed oggi la stessa Giada si ritrova sotto processo per calunnia.

UNA NUOVA SPERANZA

Fortunatamente, diversi esponenti politici si sono interessati alla vicenda. Oltre all’interrogazione parlamentare proposta dall’on. Ascari, anche la “Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere”, a firma della senatrice Valeria Valente e condotta dalla dott.ssa Elvira Reale, ha avviato un approfondimento sul caso.
Nella comunicazione ufficiale fatta pervenire a Giada si può leggere che tale approfondimento comprenderà:

“- una raccolta di casi ampia e con valenza statistica presso alcuni tribunali ordinari civili,
selezionati sul territorio nazionale;
– una raccolta di casi esemplari (tra i quali anche il Suo).

L’indagine è finalizzata ad una ricognizione delle procedure e prassi operative presenti nei
tribunali civili italiani, al fine di accertare possibili incongruità e carenze della normativa vigente
rispetto al fine di tutelare i diritti delle donne vittime di violenza e i minori coinvolti, onde proporre
al Parlamento interventi normativi specifici – quando condivisi dalla Commissione – per il
superamento delle eventuali criticità individuate.”

La battaglia di Giada, quindi, non si sta rivelando inutile. Qualcosa si muove e noi, come testata giornalistica, continueremo a dare voce al suo caso ed a rendere merito a tutte quelle istituzioni che non si stanno voltando dall’altra parte.

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