Campi di concentramento ceceni: la politica tace

Le notizie che giungono dalla Cecenia in questi giorni sono tristi e inquietanti. Il governo ceceno, diretto dal presidente Ramzan Kadyrov e appoggiato da Vladimir Putin, ha lanciato una vera e propria campagna di “caccia al gay”, istituendo veri e propri campi di concentramento dove i detenuti subiscono sevizie di ogni tipo. Al momento sarebbero oltre cento le persone arrestate e internate nei campi. A tal proposito Leonardo Monaco e Yuri Guaiana, dell’Associazione Radicale Certi Diritti hanno indirizzato un appello al ministro degli esteri Angelino Alfano e all’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini affinché prendano posizione sulla questione.

Il presidente ceceno Ramzan Kadyrov.

La situazione delle persone lgbt negli stati della federazione russa è da tempo pessima. In Russia è in vigore una legge contro la “propaganda gay” che proibisce ogni manifestazione a favore dei diritti e perfino di parlare dell’argomento. Molti omosessuali sono inoltre vittima di umiliazioni e violenze da gruppi di estrema destra che agiscono del tutto indisturbati, con il silenzio complice delle autorità. L’azione del governo ceceno quindi non stupisce, per quanto orribile sia. E le dichiarazioni del presidente ceceno confermano la tendenza attuale a voler cancellare completamente ogni traccia delle persone lgbt: a chi gli chiedeva conto degli arresti il presidente ha risposto che in Cecenia non esistono gay. Una retorica molto simile a quella del ventennio fascista, che negava l’esistenza di gay in Italia, ma deportava in manicomi e galere queste “inesistenti” persone.

Al di là dell’appello dell’Associazione Radicale Certi Diritti, sembra che la politica italiana (con l’eccezione di qualche isolato caso) sia del tutto disinteressata alla questione. Per l’ennesima volta i diritti umano sono secondari e sacrificabili nel nome degli interessi economici e politici. Inoltre Putin e i suoi burattini riscuotono molta simpatia tra i seguaci e i politici di quei partiti “sovranisti” che vedono in Putin l’”uomo forte” che può risolvere i problemi internazionali in Siria e indicare la via per una sorta di resurrezione dell’Europa. Persone che evidentemente non riescono a cogliere la differenza tra “forte” e “prepotente” e che sono ignoranti (o in malafede) rispetto alla situazione internazionale. Se la conoscessero saprebbero che è stato proprio Putin (con l’appoggio anche della Cina) a impedire l’intervento ONU in Siria, permettendo all’ISIS di sorgere e alla guerra di continuare per anni.

Il problema vero, però, è che molti di coloro che dichiarano di ammirare Putin condividono con lui le idee liberticide e omofobe e vorrebbero anche in Italia l’introduzione delle stesse norme. Un rischio non così improbabile, visto l’aumento del malcontento (giustificato o meno che sia) nei confronti dell’Unione Europea. I sovranisti potrebbero essere, presto, la maggioranza. Tra di loro ci sono posizioni diverse riguardo i diritti. Se Lega Nord, Fratelli d’Italia e altri movimenti di stampo fascista sono dichiaratamente omofobi (con l’eccezione di Casa Pound che lo è nei fatti pur dichiarando l’opposto sul suo sito), il Movimento 5 Stelle costituisce un’incognita. Da una parte, infatti, il Movimento si è dichiarato più volte favorevole ai diritti civili, matrimonio egalitario compreso, dall’altra ha però tra le sue fila alcuni anti-gender e omofobi. Inoltre il rischio che le posizioni favorevoli ai diritti vengano sacrificate ad altri interessi politici è più che reale. In occasione della votazione della legge sulle unioni civili, i grillini non esitarono a sacrificare i loro “ideali” per far dispetto al PD e a Renzi. Con buona pace delle persone lgbt che per questo si videro negare la stepchild adoption. Perché mai dovremmo pensare che si comporterebbero diversamente una volta al potere? Senza contare che la natura stessa del Movimento 5 Stelle, che decide tutto on line e sulla base di votazioni superficiali, non derivanti da vere discussioni, lo rende particolarmente sensibile a qualunque propaganda o “moda”. E la propaganda anti-gender è sempre presente, portata avanti proprio da quei movimenti sovranisti che con i grillini condividono parecchi punti di vista.

Credo sia il momento di chiedersi quale mondo vogliamo. Siamo davvero sicuri che i diritti siano secondari e sacrificabili agli “interessi” internazionali? Io credo di no. Anzi, i diritti umani e civili sono proprio la base di una società e di un mondo civili. Non possiamo continuare a ignorare che dietro la politica ci sono le persone, con le loro storie, le loro vite e le loro esigenze. E dietro l’appoggio dato a Putin c’è la sofferenza di migliaia di persone, di ragazzi innocenti picchiati, rapiti e umiliati con video diffusi su internet. E ora c’è il ritorno dei campi di concentramento e delle torture.

Se invece che appoggiare i vari “uomini prepotenti” al potere difendessimo i diritti delle persone non ci sarebbero tutte le guerre che oggi mettono a ferro e fuoco diversi paesi. Finché appoggeremo i dittatori, non potremo stupirci se scoppieranno guerre e massacri per gli interessi particolari di piccole élite di potere. Perché le guerre non sono mai fatte nell’interesse dei popoli, ma sempre sulla pelle dei popoli nell’interesse di pochi. Difendere i diritti è l’unica via possibile per un mondo civile. L’alternativa è un mondo pieno di miseri, di perseguitati e di guerre. Questo momento storico vede le nostre società sull’orlo del collasso per la sempre più prossima fine di molte risorse e l’imminente catastrofe ambientale e climatica può essere superato positivamente solo se tutti collaboriamo per farlo: o ne usciamo vincitori tutti insieme, senza divisioni e guerre tra poveri, o ne usciremo tutti perdenti, tranne forse i pochi “uomini prepotenti” che dalla loro posizione di potere tuteleranno il proprio interesse a scapito di tutti gli altri.

Enrico Proserpio

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