Buttare i profughi per strada non è una soluzione

Prosegue l’allarme immigrazione nel nostro Paese e anche a Milano si discutono possibili soluzioni. Nella città lombarda ci sono da tempo disagi nell’accoglienza ai profughi. I posti letto non bastano e molti sono costretti a dormire all’aperto o a rifugiarsi in stazione. La Centrale in particolare, dotata di spazi ampi, vede grossi raggruppamenti di disperati che cercano un luogo dove trovare un po’ di riposo.

Credo sia doveroso specificare che non siamo davanti a una vera emergenza. All’epoca della guerra del Kosovo la Germania fu raggiunta da moltiimmi più profughi di quelli che arrivano oggi in Italia, ma non ebbe i problemi che stiamo avendo noi. L’emergenza è dunque determinata solo dall’inefficienza e dall’inettitudine della politica e delle amministrazioni che da una parte sono incapaci e dall’altra non hanno interesse a risolvere il problema. I problemi con gli immigrati fanno salire l’indignazione della gente e divengono un facile argomento con cui procurarsi consensi e voti. Nei giorni scorsi Roberto Maroni, governatore della Lombardia, ha minacciato i prefetti che accoglieranno i profughi di tagliar loro i fondi come se la regione fosse cosa sua, il suo regno assoluto di cui disporre a piacere. Peccato che la regione non sia sua ma del popolo italiano e che lui debba dare i fondi secondo le regole e non a simpatia. I prefetti comunque non si sono fatti minacciare e hanno fatto notare al governatore che non ha nessuna autorità sulle loro scelte. Le prefetture rispondono, infatti, solo al ministero dell’interno.

L’ultima dichiarazione non è però del governatore ma della consigliera Maria Teresa Baldini che ha dichiarato:

La situazione è grave e ci vogliono soluzioni drastiche: se adesso è chiaro a tutti che alla Stazione Centrale di Milano c’è un vero e proprio allarme sanitario, l’unica soluzione è chiuderne tutti gli accessi e far entrare le persone solo dopo l’esibizione del documento di identità. Del resto in città come New York è una cosa comune in molti luoghi ad alta frequentazione.

Possibile che non si riesca a fare a meno di dichiarazioni violente e intolleranti? Davvero la consigliera pensa che sbattere per strada i profughi sia una soluzione? Non sarebbe forse meglio cercare una soluzione vera? Questa gente non viene in Italia per turismo o per per guadagno, ma scappa da paesi in guerra o ridotti nella più totale miseria anche, e forse soprattutto, per la politica internazionale dei paesi occidentali (Italia compresa). Pretendere di cacciarli è per lo meno disumano. E non si dica che non ci sono soldi. I soldi ci sono, ma si preferisce utilizzarli per garantire i privilegi e i lussi dei potenti piuttosto che usarli per aiutare delle persone che hanno perso tutto ad avere una vita dignitosa. E non si dica nemmeno che non è giusto che gli italiani paghino per gli stranieri. Prima di tutto sarebbe ora di smettere di fare distinzioni e capire che le persone sono persone e non “italiani” o “stranieri” e che i diritti sono “umani” e non “nazionali”. Inoltre dobbiamo ricordare che gli stranieri che risiedono regolarmente in Italia pagano le tasse e che l’ammontare dei soldi da loro versati è superiore a quello che lo stato spende per gli stranieri. Quindi…

Per fortuna ci sono molti volontari che si prodigano per riempire i vuoti dell’amministrazione aiutando i profughi. Ma un paese che lascia al volontariato la soluzione dei problemi mentre politici e amministratori blaterano e gettano odio e divisione tra la gente dove può andare? Il problema dei profughi non è un problema di qualcun’altro, è un problema di tutti perché chi riduce in povertà il terzo mondo, ha anche causato la crisi che viviamo e ne approfitta per aumentare i propri privilegi e il proprio potere. È quindi il momento di smettere di farsi la guerra tra poveri per ragionare insieme su come uscire da questa epoca buia.

Enrico Proserpio

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