Brutto ma buono per la salute.

Tutto quello che c’è da sapere sul topinambur

di Martina Gradori

Il topinambur è un tubero croccante e dolce se consumato crudo, saporito e versatilissimo in cucina, chiamato anche dagli anglosassoni il carciofo di Gerusalemme, o rapa tedesca o patata del Canada (l’origine di questa pianta erbacea è proprio fra nord America e Canada).

Un ortaggio appartenente alla famiglia delle Asteraceae, come i radicchi, la lattuga, il cartamo e la camomilla. In Europa arriva all’inizio del 1600 grazie a Marc Lescarbot, avvocato francese che dopo aver vissuto un breve periodo in Canada, tornò portando con sé le radici di “chiquebi”, nome con cui veniva chiamato l’ortaggio dalle popolazioni americane. In Francia venne subito ribattezzato topinambour , associandolo ai Tupinamba, gruppo di indigeni brasiliani che in quel periodo stava girando la Francia esibendosi in danze tribali vestiti solo di piume. Per colpa di questa cosa, il topinambur per lungo tempo venne additato come un cibo per poveri, per volgari. Fu con la Prima Guerra Mondiale con la scarsità di patate che questo tubero venne reintrodotto nella cucina europea per forza di cose.

È fra gli ortaggi più ricchi di inulina, sostanza prebiotica simile all’amido che riduce in maniera naturale la quantità di colesterolo contenuta in un alimento.

Il topinambur è una pianta perenne che cresce facilmente e fiorisce a fine estate con vistose foglie verdi, fiori gialli che ricordano le margherite, può arrivare ai 2-3 metri di altezza. I

l tubero, la porzione sotterranea del fusto (la parte che si mangia) ha un aspetto nodoso e bitorzoluto, che ricorda zenzero e curcuma, con una scorza sottile e un colore che va dal marrone, al bianco, sino al rosso porpora a seconda della varietà e dei terreni di coltura. Esistono infatti due varietà di topinambur, una chiamata bianca precoce che è disponibile da fine agosto, e l’altra bordeaux, tipica dei mesi invernali da ottobre a marzo.

Ricco di vitamina A (circa il 2%), del gruppo B (B1, B2, B3, B5 e B6), ed H (meglio nota come biotina) si può considerare un tonico per la mente. È anche ricco di aminoacidi (aspargina e argitina), i mattoni del nostro corpo, da cui poi si formano le proteine, il cui compito più importante è il trasporto e l’immagazzinamento ottimizzato delle sostanze nutritive. Presentandosi come tubero, è ipocalorico, povero di grassi e ricco di acqua (circa 80%), ha un basso contenuto di glucidi (fondamentale per contenere il carico glicemico) ed è uno di quei cibi adatti per chi decide di mettersi un po’ in riga con la linea perchè grazie all’alto tasso di inulina, favorisce subito un senso di sazietà, l’importante è bere acqua quando lo si mangia per potenziare questa caratteristica.

Buoni anche i livelli si sali minerali, supera le banane per quanto riguarda le quantità di potassio apportate. Il topinambur è anche un alleato del cuore perchè regola la frequenza del battito, sostenendo letteralmente il nostro cuore nella sua funzione vitale, aiuta a mantenere bassa la pressione sanguigna, e a ridurre il colesterolo.Adatto ai diabetici perchè abbassa in maniera spontanea i livelli di zucchero nel sangue o per chi soffre di cattiva digestione, ha problemi di astenia, di anemia,Infine non va dimenticato che mangiare topinambur è utile anche per la salute dei capelli. Contiene rame che stimola la crescita, il ferro che trasporta ossigeno ai bulbi piliferi e la vitamina C, che stimola la produzione di collagene.Non resta che decidere come cucinarlo, i modi sono tanti e sempre intriganti dal punto di vista degli abbinamenti.

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