BOYS WILL BE BOYS

Per un mondo migliore per le nostre madri, sorelle, nonne, nipoti, figlie.

di Martina Biassoni

“Boys will be boys” è un concetto molto complicato e datato quanto la Regina Vittoria che probabilmente vedremo morire dopo la Regina Elisabetta II, visto quanto il suo uso sia tutt’ora correntissimo, sul web, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni.

Ma cosa significa? Letteralmente “Eh… Ma sono ragazzi!”, ma in realtà racchiude tutto il concetto vecchio quanto le lotte per la parità dei sessi del fatto che nella natura maschile siano insiti dei comportamenti che hanno dell’animalesco e che riprendono perfettamente la reazione istintiva, priva della mediazione che il cervello dovrebbe attuare negli esseri umani all’ultimo stadio dell’evoluzione.

Per la festa della donna di quest’anno sicuramente si vedranno post su facebook ed articoli in cui “la donna va amata tutti i giorni, non solo l’8 marzo!1!”, e buona parte di questi post ed articoli verranno dagli stessi uomini che fino all’altro ieri facevano gruppo sotto alle foto dell’adesivo riportante la Thunberg in una posa sessualmente esplicita a commentare con frasi d’appoggio all’ideatore di tanta oscenità, come se nulla fosse e come se Greta non avesse 17 anni.

O sono gli stessi che, quando una donna viene molestata o stuprata, esordiscono con il tipico “Si, ma guarda come era vestita! Se l’è cercata” oppure a dare della puttana/a dedurre che “ci stia”, che voglia che l’incontro prosegua nella camera da letto, quando una donna si dimostra di carattere amichevole, solare, aperto e simpatico.

Non mancano le occasioni in cui per strada sconosciuti di tutte le età ed estrazioni sociali si abbassino al ruolo di serpenti striscianti con commenti, fischi, urla o tentativi d’approccio diverso (alle fortunate) o in cui insiemi di maschi tentino di praticare violenze sulla povera malcapitata, ed ogni volta che una ragazza racconta – a volte anche alle stesse donne – di fischi e commenti da cascamorto la risposta è sempre la stessa “Eh ma si sa che per l’uomo è naturale fare così”.

BASTA! Siamo, allo zoo, dove gli istinti hanno la meglio sulla ragione? Siamo cani in calore pronti ad avvinghiarci a qualsiasi cosa? Oppure siamo uomini e donne – con un cervello evoluto – che sanno distinguere il bene dal male, la decenza dall’indecenza, quando è il momento di far valere l’istinto e quando ci si deve contenere?

È il momento che “boys will be boys” si trasformi in “boys wil be held accountable for their fucking actions”, che smettiamo di giustificare comportamenti degradanti, vili e abusanti, che rendiamo i maschi responsabili di ogni passo, di ogni mossa, di ogni parola che decidano di rendere pubblici.

È il momento di giungere al traguardo di questa interminabile corsa contro le violenze che aumentano esponenzialmente ogni anno e che non danno segno di volersi fermare. Bisogna che tutti capiscano che in quanto esseri pensanti ed adulti dobbiamo imparare a prenderci la responsabilità delle nostre azioni.

Per un mondo migliore per le nostre madri, sorelle, nonne, nipoti, figlie.

Perché non è possibile che in centri abitati iper-frequentati a qualsiasi ora del giorno e della notte una ragazza di 22 anni si debba sentire al sicuro solo se con sé ha un cacciavite con cui potrà difendersi, se per caso a qualcuno partisse l’istinto irrefrenabile.

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