BONUS CONSUMI: OPPORTUNITÁ O CACCIA ALLE STREGHE?

di Gabriele Rizza

Il decreto agosto è quasi pronto, forse slitterà ancora di un giorno per dirimere le ultime divergenze in seno alla maggioranza. Al centro, ci saranno il rinvio della notifica delle cartelle esattoriali fino ad ottobre, incentivi, i fondi per la cassa integrazione e un possibile stop ai licenziamenti. Altra misura attesa è il “bonus consumi”, una forma di cashback di Stato, rivolto soprattutto alla ristorazione e che forse sarà esteso per l’acquisto di abbigliamento, mobili ed elettrodomestici; il bonus dovrebbe funzionare come un rimborso statale di una piccola parte del bene acquistato, ad esempio una cena o un jeans. Ancora non è chiara la modalità, se accredito sulla carta o tramite l’ennesima app, così come l’entità del rimborso in relazione all’acquisto, si vocifera di un sconto del 20% su una cena o solo di una piccola somma che può andare da 1,40 a 5 euro.

Infine, il governo è intenzionato a far valere il cashback solo se il cliente paga tramite carte di credito o debito o in qualsiasi altra forma di pagamento elettronico; dietro questa scelta ci sarebbe anche la volontà di stanare gli “evasori”, costringendo i consumatori a chiedere di pagare tramite Pos. Sarebbe un altro episodio di guerra al contante, non una novità: il governo ha già limitato l’uso del contante, che scenderà a 1000 euro entro il 2022 e sta per dare il via alle estrazioni a premi con gli scontrini, prevedendone alcune extra per chi acquista tramite carta.

Siamo davanti la solita caccia all’evasore, mascherato da aiuto al cittadino. Sia chiaro, ben venga qualsiasi forma di aiuto agli italiani, però non basato sul pregiudizio lavoratore = evasore. I furbi ci sono e vanno puniti, ma ci sono partite iva che ogni giorno devono scegliere se pagare tutte le tasse o poter arrivare a fine mese, non perché non vogliono pagare le tasse ma perché queste sono alte, soprattutto se si considera che molti richiedenti ancora non hanno visto un centesimo dei famosi 25 mila euro per la crisi da Covid. La soluzione invece è la solita e tipica: lasciamo che alcuni cittadini si arrabbino con altri cittadini.

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