BENESSERE ALLA SCRIVANIA

di Martina Grandori

Dopo aver letto di tutto e di più su come attrezzare la propria casa in un ufficio a distanza, su come riorganizzare gli spazi, su come lavorare in maniera brillante dalla cucina o dal salotto, adesso che l’Italia riparte dopo l’estate e dopo il tormentato periodo, in fondo c’è una fetta di italiani che desidera solo tornare alla scrivania del proprio ufficio. Proprio così, alcuni, desiderano tornare a quella normalità dell’impiego fuori casa ma in maniera più umana, in maniera più consapevole.

Ecco allora che ci si può tenere in forma, si possono evitare malesseri da cattiva postura, da raggi del computer e da stress osservando alcune buone norme. Da alcune, ovvie, ricerche emerge che si sta alla scrivania per almeno 40 ore alla settimana e il modo in cui lo si fa influisce direttamente su molti aspetti. Bisognerebbe far sì che la propria postazione di lavoro rispetti certe misure per un comfort ergonomico e non solo, si parla di sindrome da tech-neck, ovvero tutte quelle contratture e dolori dovuti al fatto di tenere le spalle troppo in avanti. Lo schema qui sotto suggerisce in base alla propria altezza come dovrebbe essere la propria scrivania.

Una volta individuata la giusta ergonomia della postazione, è bene ricordare di fare un po’ di esercizio fisico mentre si lavora, il primo nemico è proprio la sedentarietà che arreca danni al corpo e alla mente. Se si pensa banalmente a quanto durante la giornata si sta al telefono, basterebbe fare footing sul posto e già si attiva il metabolismo. Poi ci sono tanti altri esercizi, dagli squat, al rassodamento della muscolatura del décolleté, allo stretching per le dita, tutto fa gioco per sgranchirsi non solo le gambe. Fra le situazioni negative di cui si parla ancora poco è HEV, acronimo di High Energy Visible, detta anche luce blu. 

Si tratta dell’invecchiamento cutaneo generato dai dispositivi digitali di cui si è perennemente a contatto: le onde elettromagnetiche emesse dai dispositivi generano infatti un surriscaldamento dei tessuti ricchi di acqua come la pelle, con conseguente disidratazione e deterioramento delle proteine di collagene che costituiscono la struttura portante del derma.

La luce blu è dannosissima a lungo andare anche per gli occhi, per tanto sarebbe buona regola indossare occhiali che schermino questa luce e poi quando si può, spegnere il video per far riposare gli occhi.

In ultimo, non va scordata l’importanza dello stretching: fondamentale per distendere un pochino la muscolatura e di conseguenza anche in pensieri.

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