BENEDETTA DE LUCA, L’INFLUENCER CON UNA MARCIA IN PIÙ

di Stefano Bini

Benedetta De Luca, classe 1987, dodici anni in ospedale e diciotto interventi chirurgici, ha la forza e l’energia di una leonessa; ironia, glamour, simpatia, video su Instagram e qualche comparsata televisiva, accompagnano la sua vita fatta di mille spunti. Neanche a scriverlo, la sua determinazione regna sulla disabilità e questo la rende una persona straordinaria, che può insegnare tanto agli altri e aiutarli ad affrontare l’esistenza in maniera meno pesante; bastano pochi secondi di un suo video per capire quanto questa ragazza possa dare alla comunità.

Influencer, disabile, impegnata nel sociale, fidanzata. Come riesci a conciliare tutto ciò?

«Vorrei tanto che una giornata avesse più di 24 ore a disposizione! Mi piace vivere la mia giornata a pieno ritmo e cerco sempre di trovare tempo per tutto e tutti»

Ti abbiamo vista in tv, come in numerosi video divertenti su Instagram, ma quanto conta l’autoironia nella tua vita?

«Sono dell’idea che l’ironia possa servire a superare determinati pregiudizi, è un modo di comunicare diretto, si riesce con un sorriso a far arrivare a più persone un messaggio, come nel mio caso quando scherzo sulla mia disabilità cercando di rompere schermi e abbattere pregiudizi»

Parlaci del tuo impegno nel sociale. C’è un messaggio che vorresti mandare, indiscriminatamente a tutti?

«Vorrei far capire il valore della diversità, far capire che la disabilità non è necessariamente una condizione negativa ma lo diventa quando un ambiente non è pronto ad accoglierla o quando esistono troppe barriere mentali, come credere che una donna con disabilità non possa essere femminile»

So di per certo che amici, famiglia e fidanzato ti amano alla follia. Come gestisci le giornate con loro?

«Non ho una famiglia molto numerosa ma ho tantissimi amici, una mamma sempre presente e un fidanzato premuroso. Cerco di trascorrere il maggior tempo possibile con loro che m’incoraggiano e supportano in ogni evento, progetto ed iniziativa»

Sfatiamo un mito: i disabili possono fare tutto. Negli anni 2020 la tecnologia aiuta non poco.

«Ovviamente tanti sono stati i progressi ma credo che purtroppo ci sia ancora tanto da fare, in primis ci vorrebbe più senso civico da parte delle persone, un esempio? Non parcheggiare in un posto disabili, neanche per cinque minuti, sarebbe già un ottimo inizio»

Sei giovane, intelligente, bella e hai una strada spianata davanti a te, le tue abilità parlano chiaro. Cosa c’è nel futuro di Benedetta?

«Tanto studio per vincere un concorso pubblico e tanti progetti da portare a termine, a breve spero di riuscire a pubblicare il mio primo libro»

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