Belle, vagabonde e facili da far cresce: è tempo di giardinaggio con le erbacce

di Martina Grandori

Ieri è stato il debutto di madame primavera, la stagione più bella a mio avviso dell’anno. La si aspetta per mille motivi. Nel mondo agricolo era il preludio del risveglio , era la rinascita dopo il grande freddo. Oggi nel mondo caotico in cui siamo tutti immersi, è il primo accenno a giornate più lunghe e vivaci, di chiome con le gemme verdissime, dei fiori nei prati e di un’energia positiva che ci fa venir voglia di verde e fiori anche sui nostri terrazzi e davanzali.
 
Se avete voglia di cimentarvi nell’impresa, andate ad un garden center a comprare i semi, meglio optare su piante facili da far germinare, facili da far crescere e soprattutto veloci – anche le piante oggi risentono dell’imperativo velocità –  munendovi di vasi se e anche di terriccio (ideale è mix di torba bionda e torba bruna e argilla). Per chi non ha voglia dei soliti timo, basilico, rosmarino e salvia e così via, orientatevi su varietà come le ipomee, il nasturzio o l’aglio orsino.
 
Ma partiamo con ordine, imbattibili come rapidità – e quindi anche soddisfazione – le ipomee, più comunemente dette campanelle. Ne esistono circa 500 tipologie, di bello e rallegrante hanno i colori dei fiori, rosa, viola, lilla, rosso, azzurro e fioriscono da giugno ad ottobre. Crescono così in poco tempo e facilmente che per alcuni possono essere quasi infestanti. Le ipomee possono essere perenni (solo se dove le piantate d’inverno il clima è mite) o annuali, crescono bene singolarmente anche in vaso (motivo per cui le consiglio a chi non ha un giardino) purché sia profondo e con un diametro non al di sotto dei 30 cm, solo così la fioritura rigogliosa è assicurata. Una chicca poco conosciuta come varietà di ipomea, è la Quamoclit cardinalis, rampicante vigorosa con fiori rosso Valentino a forma di stella e foglie a felce.
 
Bellissima e non banale. L’Ajuga reptans sempreverde che forma fittissimi tappeti di foglioline verdi scure, ha una fitta fioritura blu -viola a spighe piramidali da fine primavera inizio estate, ottima anche come sostituto del prato per grandi vasche.
 
Immancabile la Cosmos bipinnata, esempio di erbaccia perenne assai robusta che cresce spensierata in vaso, dal fiore semplice ma bellino che si ritrova facilmente nei campi. Ha una fioritura lunghissima, da maggio a ottobre e ha colori sia delicati, sia  vivacissimi, come i colori del Messico, terra d’origine.
 
Se vi piacciono i classici “vagabondi e spontanei” le Erigeron karvinskianus, delle Asteracee perenni identiche alle margherite ma con un che di sapore in più, sono piantine che in 1 anno vi regalano tappeti fioriti senza troppi grattacapi da giardiniere esperto. Delle margherite hanno i petali bianchi, o anche rosa, e il fusto sottile, fioriscono da maggio a ottobre e non hanno bisogno di grandi cure.
 
Se vi piacciono i profumi, a prova di incapace, anche la menta (fra le varietà meno scontate che potete piantare la chocolate e la pulegium), una specie aromatica che rilascia una fresca e piacevole essenza ed è in grado di crescere senza che dobbiate starle dietro.
 
Il Nasturzio, perenne originario del Perù, ha dei fiori gialli o arancio delicatamente profumati che ravvivano subito una fioriera in città. Piantare nasturzi è divertente anche per i bambini che possono vedere germogliare i primi fiori in poche settimane, bisogna però ricordarsi di drenare bene il terriccio e non bisogna con il concime altrimenti si avranno tante foglie e meno fiori. Fiori e foglie di nasturzio sono commestibili e si possono aggiungere a frittate o insalate. 
 
L’aglio orsino, che sicuramente avrete visto nei parchi e nei giardini pubblici perché cresce con estrema facilità e ha dei fiori bianco candido, è la variante selvatica dell’aglio, di cui purtroppo conserva in parte l’odore. L’aglio orsino è il cibo preferito degli orsi che finito il letargo invernale, ne mangiano quantità incredibili per riacquistare le forze. È una pianta molto facile da far crescere e dalle molteplici proprietà benefiche, tanto che veniva coltivato già 3000 anni fa, celti, romani e greci furono i primi a scoprirne gli usi terapeutici per il benessere del corpo.
 
Dal Messico la Tagete tenuifolia, un’Asteracea che ricorda un po’ come infiorescenza la margherita, ma di color limone o arancione, è indicata per chi apprezza macchie di colore sui propri terrazzi o davanzali.
 
Allora visti i tempi in cui siamo, diamoci tutti al giardinaggio, soprattutto chi vive in città. L’anima ne beneficerà.
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