Basta partire

di Martina Biassoni

Lo scorso anno, di questi tempi, prenotavo un viaggio andata e ritorno in un giorno per Londra.    

Non so da dove sia scaturito questo pensiero proprio oggi 21 gennaio 2020, probabilmente la storia della radiotelevisione italiana non è così avvincente e cattura-attenzione, o semplicemente sono stata colta inconsciamente da un’improvvisa voglia di prendere e partire, di nuovo, per un solo giorno e staccare la spina da tutto quello che provoca pressione e stress nella mia vita.

Questa voglia di partire, staccare da tutto ciò che mi preoccupa è sempre stata una costante nella mia vita. In un modo o nell’altro, da quando ne abbia memoria, ho sempre cercato la possibilità di prendermi delle giornate completamente per me, ed ho iniziato a viaggiare per davvero, da sola.

Londra 2019 è stato il viaggio, che mi ha aiutato a togliermi quel peso dal petto che sentivo da mesi, ormai, e che mi creava disturbo e non mi faceva dormire. Sono partita con un volo delle 7 del mattino, girato per tutto il giorno da Stratford a Trafalgar, prendendo la metro soltanto da Stratford a Tottenham Court Road e ritorno, per poi girare a piedi per l’arco di tutta la giornata e godermi le strade londinesi, i negozi, le persone, l’atmosfera e l’energia che solo a Londra si respirano e che solo lei può donare ai suoi visitatori. E se ripenso a quando, al mio primo viaggio nella City, delusa dicevo “Sì, sì, bella ma nulla di che” mi viene da ridere.

Per Parigi, invece, è stato subito amore, forse perché mi aspettavo che mi facesse la stessa impressione di Londra, forse perché non era mai stata al top della mia lista di posti da vedere nella vita, eppure sto pensando a lei come meta del mio one-day-get-away 2020, questa volta non a marzo, magari verso la fine di aprile o a luglio non so ancora bene quando, ma certamente voglio togliermi la probabilità di pioggia e freddo il più possibile, visto che l’ultima volta era inizio settembre e si girava già coi cappotti e gli stivali…

Il senso di questo articolo? Non lo so bene, quando ho iniziato a scrivere sentivo la necessità di raccontare per iscritto quanto sia bello vivere in quest’epoca ricca di comodità, in cui, anche se si è donna e giovane ( che non è da dare per scontato, fino a pochi anni fa non potevamo scegliere in nessun ambito della vita, e in molti posti, purtroppo, ancora è così), si può decidere di prendere e partire, si può decidere di andare ed esplorare tutto ciò che ci circonda, correre verso nuovi orizzonti inesplorati o conosciuti e vederli con nuovi occhi, da una prospettiva diversa. Con la consapevolezza che, anche se si è sole, durante i viaggi, soli non si è mai, ci sono persone da conoscere, posti nuovi da vedere, tradizioni da apprendere, ecc.

Volevo prendere la palla al balzo anche per consigliare a tutti coloro i quali ne abbiano la possibilità, di fare quest’esperienza. Il viaggio da soli, anche se per un giorno, toglie pensieri e problemi grazie alla possibilità di riflessione che il distacco dalla realtà permette e che aiuta per ri-portare nella propria quotidianità nuova gioia e nuova voglia di fare, di applicarsi, di impegnarsi nel tedio della vita vera. Quella stessa vita che spinge perché la viviamo al meglio delle nostre possibilità, senza mai accontentarci, senza perdere l’occasione di fare tutto quello che abbiamo voglia di fare e che – nella maggior parte dei casi- stiamo rimandando da tanto tempo.

La mia lista dei desideri, fra viaggi ed esperienze da fare, è infinita. Non vedo l’ora di continuare a spuntare punti dell’elenco.

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