AVVIO DELLE CONSULTAZIONI: TRA VETI E GOVERNO.

Oggi sono iniziate le consultazioni al Quirinale per la formazione del Governo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e infine il Presidente emerito Napolitano. A seguire i gruppi parlamentari.

Alle 16 il primo gruppo sarà quello delle Autonomie, poco più tardi attesi gli esponenti del Gruppo Misto e come ultimo appuntamento del giorno salirà al Colle la delegazione di Fratelli d’Italia guidata da Giorgia Meloni. Domani, sempre per ordine di grandezza dei gruppi parlamentari, Mattarella riceverà PD, Forza Italia, Lega e M5S. Ovviamente giovedì non ci sarà la nomina del nuovo Presidente del Consiglio, forse ci saranno settimana prossima delle ulteriori consultazioni, ma probabilmente si aspetterà l’esito delle Elezioni Regionali di fine aprile in Friuli Venezia Giulia e Molise.

Ieri sera, al programma Di Martedì condotto da Floris, Di Maio ha proposto chiaramente il Contratto con gli Italiani, di berlusconiana memoria. A suo dire, nessun inciucio, nessuna alleanza, solamente un contratto su punti tematici. Tuttavia ha già posto dei vincoli imprescindibili: prima di tutto la leadership guidata da lui stesso, in secondo luogo nessun accordo con Forza Italia ancora berlusconiana e col PD se guidato da Renzi. Insomma, tutti tranne Berlusconi e Renzi. Apre a Lega e PD derenzizzato. Per ora Matteo Salvini ha precisato che non intende rompere con l’alleanza di centro-destra, anche perché i candidati uninominali della Lega sono stati eletti anche con i voti di Forza Italia, ma soprattutto perché il centro-destra unito governa (con ottimi risultati) Lombardia, Veneto, Liguria e recentemente la Sicilia. Inoltre Silvio Berlusconi ancora una volta ha conquistato milioni di voti, nonostante fosse incandidabile.

Di Maio tenta di dettare legge, ma forse non si è accorto che 37% è maggiore del 32%.

 

Redazione Online, Milano.

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